8000 persone in quattro trasferte, anche oggi strapotere granata in curva

Sembra quasi una frase fatta e retorica, ma fotografa perfettamente la realtà: ancora una volta vincono solo i tifosi della Salernitana. Quelli veri, dispiaciuti ed “incazzati” per l’ennesima sconfitta stagionale, ma già mentalmente proiettati al fondamentale scontro diretto casalingo contro l’Empoli di sabato prossimo che, se vinto, potrebbe consentire di accantonare la parentesi negativa di oggi pomeriggio. I numeri sono da brividi, roba da far impallidire anche realtà che lottano per traguardi ben più ambiziosi: 1500 persone a Bologna, 1700 a Torino, 3300 a Reggio Emilia, altri 1500 oggi. In epoca di pandemia, restrizioni, capienze ridotte e crisi economica è davvero tanta roba. Hanno cantato e spinto come sempre, dall’inizio alla fine, soprattutto dopo il raddoppio dello Spezia che avrebbe abbattuto anche un leone. Non gli ultras di fede granata, quelli che si sono immediatamente calati nella realtà di questo campionato  con la consapevolezza che salvarsi sarà un’impresa e che solo un ambiente unito e sereno potrà consentire di difendere questa serie A ritrovata dopo 22 anni. Siamo certi che lo zoccolo duro, gli ultras e la curva non mancheranno all’appello sabato prossimo, così come a Venezia nel turno infrasettimanale. Che questa smisurata passione, ben distante dallo sfogatoio social che ha visto riemergere chi non aspettava altro, sia da stimolo per la squadra, per l’allenatore e per un potenziale investitore che si riveli all’altezza di un amore immenso per i colori granata. E che va ripagato con risultati decisamente migliori.

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