Akpro: “E’ l’anno della Salernitana! Siamo fortissimi, andremo in serie A”

“Sto bene, anzi mi sento più in forma di prima. Spero soltanto che il campionato possa riprendere presto. Non sarà difficile riprendere confidenza con il pallone, è chiaro comunque che nessuno poteva aspettarsi una situazione così anomala. Non so se sarà possibile giocare le 10 gare che restano e poi dedicarsi agli spareggi, si rischierebbe di allungare troppo i tempi e di compromettere il campionato successivo. Dopo uno stop così lungo, un tour de force del genere potrebbe essere impensabile e ritengo che disputare soltanto i playoff possa essere una soluzione”. Così il centrocampista Akpa Akpro ai taccuini del Corriere dello Sport. Il centrocampista, nel ruolo il più forte della categoria per distacco, non solo ha intenzione di restare a lungo, ma sogna la serie A  con la maglia granata: “Le persone che sono a casa hanno bisogno di divertimento, in fondo un calciatore può contagiarsi anche andando a fare la spesa.  Non capisco alcune misure preventive in Germania: non si abbracciano se fanno gol, però si allenano insieme ogni giorno. Le paure vere le abbiamo vissute nei giorni precedenti: la mia famiglia è in Francia, c’è stato un grave lutto e non potevamo starci vicino a vicenda. Per fortuna ho approfittato del tempo a disposizione per stare con moglie e figli. Ad ogni modo sono sicuro di una cosa: la Salernitana andrà in serie A! E’ quello che ho detto al direttore sportivo nel giorno della firma. E’ il nostro anno, ne sono certo. Abbiamo un grande allenatore, calciatori come Cerci, Lombardi, Maistro, Cicerelli, Dziczek, Djuric e tanti altri. Ringrazio per i complimenti, sto migliorando perché ho imparato a conoscere il campionato. Ma è tutta la squadra ad essere fortissima”. Dopo aver detto che “al futuro non penso, giochiamoci il presente e poi faremo ogni valutazione”, Akpro chiosa toccando tanti argomenti:  “In una società non ci sono solo i calciatori, ma tante figure essenziali: la pandemia ha creato disagi economici, noi dobbiamo dare l’esempio. In generale ho visto tante cose che non mi sono piaciute, e non mi riferisco al mondo del calcio: i Paesi dovrebbero aiutarsi, la pandemia tocca a tutti. Non è andata così. Lo sport si adeguerà: per una piazza come Salerno è brutto perdere i tifosi, ma è l’unica soluzione e dobbiamo accettarlo”.

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.