Arbitraggio scandaloso, ultimo di una lunga serie: ora basta!

Arbitraggio scandaloso, ultimo di una lunga serie: ora basta!

Può parlare di alibi dei perdenti soltanto chi sta vedendo un altro campionato. La Salernitana, come sempre accaduto durante la gestione Lotito-Mezzaroma, è letteralmente massacrata dalle giacchette nere. Si fa fatica a parlare di cattiva fede e non è questa la sede per disquisire della problematica legata all’incapacità di chi dirige le partite, ma continuiamo a ripetere che un arbitro semplicemente scarso sbaglia in entrambe le direzioni. La terna di oggi, capitanata dal signor Baroni, è stata disastrosa, gli uomini in più di un Ascoli che, al netto del buon secondo tempo disputato, avrebbe perso a Salerno se l’assistente non avesse annullato un gol regolarissimo a Gondo sul risultato di 1-0. Lì ha alzato la bandierina senza dubbi, ma nel primo tempo e sotto i suoi occhi non si era accorto di un pallone fuori di almeno due metri permettendo ai bianconeri di concludere un’azione pericolosa nell’incredulità generale. Da rosso anche il fallaccio subito da Lombardi, un calcio intenzionale che ha fermato una ripartenza in evidente superiorità numerica.

In altri tempi Salerno si sarebbe stretta al fianco della squadra del cuore per tutelare una Salernitana vergognosamente maltrattata da queste persone talmente scarse che sbaglierebbero anche con l’ausilio della tecnologia. Non è possibile che un guardalinee che milita in serie B e guadagna fior di soldi non riesca ad interpretare correttamente una situazione palese, che balzava all’occhio anche senza replay. Se aggiungiamo il secondo gol del Benevento che nasce da uno stop di mano di Letizia, la direzione di Amabile in quel di Venezia, il fuorigioco di Ceravolo a Cremona e la pessima performance di Dionisi contro l’Entella il quadro è catastrofico e ai granata mancano almeno 5-6 che punti che orienterebbero giudizi e opinioni in una direzione completamente diversa. Oggi invece si preferisce dare la caccia alle streghe contestando a prescindere la società, disertando in massa l’Arechi o dando parola a chi getta benzina sul fuoco senza averne nemmeno il diritto. Ben venga questo silenzio stampa di protesta, un piccolo grande segnale da parte di chi spende milioni e milioni di euro e vuol perdere eventualmente per demeriti e non per sviste di questa portata.

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