Avallone: “La Salernitana, nel bene e nel male, in passato era sempre seguita…”

I giovani tifosi che oggi si lamentano sui social parlando di diserzione, collusi o galleggiamenti dovrebbero imparare da quelle persone con i capelli bianchi e tanta esperienza che hanno vissuto decenni di anonimato in serie C senza mai vincere nulla anteponendo a tutto il sostegno alla maglia. Non c’era astio societario che potesse essere anteposto all’amore per la prima realtà calcistica cittadina. Saranno stati pure altri tempi, privi di svaghi alternativi al calcio e senza concorrenza delle pay-tv. Ma come sarebbe bello tornare all’epoca del “gioca la Salernitana e tanto basta”. A battere su questo concetto è il team manager Salvatore Avallone: “Ricordo che al Vestuti abbiamo fatto tanti campionati anonimi, però lo stadio era sempre pieno e la passione della gente non è mai venuta meno. Per fare cose importanti abbiamo assolutamente bisogno del sostegno del pubblico. La Salernitana è passione, è fede: togliercela vuol dire sottrarci un qualcosa di vitale. Da dirigente so quanto è bello vincere a Salerno, farlo ancora sarebbe un sogno. La società farà sicuramente il possibile per rinforzare ulteriormente la rosa laddove ci fossero le condizioni. Nel girone d’andata abbiamo buttato qualche punto per strada, adesso stiamo lavorando sodo sotto tutti i punti di vista per essere la mina vagante fino a giugno. Possiamo giocarcela alla pari con tutti, crediamo nei playoff. Il 2019 iniziò con una vittoria esterna a Palermo, se riattacchiamo mentalmente la spina dopo una sosta così lunga possiamo ripeterci anche a Pescara”. 

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