Aya: “Salernitana, hai ribaltato ogni pronostico! Ora difendiamo la serie A”

Ho iniziato a giocare a calcio grazie a mia nonna, che mi ha cresciuto. A cinque anni mi accompagnò sul campo della Roma Team Sport, per darmi una passione. Il calcio mi piaceva, lo guardavo con mio nonno. In famiglia erano tutti laziali e lo sono diventato anche io, poi a 12 anni siccome ero un ribelle sono diventato romanista. Non ho rapporti con i parenti in Tunisia perché mio padre ha avuto un passato difficile con loro. A 15 anni, appena morto mio padre, ho avuto la prima esperienza lontano da casa, al Messina. Il direttore era Fabiani. Quando arrivai al Rimini c’erano problemi economici e retrocedemmo in D. Pensai: o miglioro il mio livello professionale o mi creo un altro futuro. Fu un’estate difficile, l’ultimo giorni di mercato mi chiamò la Torres. Da quel momento c’è stata la svolta, ho cominciato a vivere il calcio come una professione. La promozione in A con la Salernitana è qualcosa di fantastico se ripenso al mio percorso. In B sono arrivato due anni fa, a Pisa, grazie a D’Angelo. Poi la chiamata di Fabiani, che non smetterò mai di ringraziare. È stata un’annata spettacolare con un grande gruppo. Abbiamo ribaltato tutti i pronostici. Per il futuro ho imparato nella vita a non guardare troppo in là, a concentrarmi sul presente. Vincere la B è un’emozione unica, un sogno per uno che ha fatto tantissima C. Mi piacerebbe giocarmi le carte in A, è ovvio. Vedremo cosa deciderà la società. Stavamo parlando di rinnovo, ma ora la Salernitana ha cose più importanti a cui pensare“. Così il difensore della Salernitana Ramzi Aya al Corriere dello Sport.

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