Bagadur: “Salernitana, riprendimi! L’accoglienza alla stazione e il gol di Ascoli al 94’…”

“Salerno è stata una parentesi bellissima della mia carriera. In passato chiamai il direttore Fabiani semplicemente per dirgli che sarei pronto a ritornare in qualsiasi momento, anche a piedi pur di vestire di nuovo la maglia granata”. Ricardo Bagadur non dimentica la sua esperienza con la maglia della Salernitana. E il difensore croato ricorda come fosse ieri la sfida di Ascoli dell’aprile 2016, con la deviazione vincente in extremis che valse un 2-2 fondamentale nella rincorsa alla salvezza della truppa di Leonardo Menichini poi arrivata attraverso i playout. “Fu una gioia indescrivibile: cross tagliato di Zito e pallone che gonfiò la rete facendo esplodere i tanti tifosi granata presenti allo stadio. Ogni tanto vado a rivedere ancora i video su Youtube delle varie esultanze al Del Duca di Ascoli”. Per Bagadur quella con la maglia della Salernitana resta una delle stagioni più bella vissute in Italia da calciatore. Ritornato in Croazia, l’ex prodotto del vivaio della Fiorentina si sta rilanciando nella serie B locale (Nk Hrvatski Dragovoljac il suo club attuale) dopo aver fatto i conti con un grave infortunio al ginocchio destro. Il sogno, però, oltre alla promozione in massima serie, resta tornare all’ombra dell’Arechi e riprendere il percorso lasciato a metà.

Ricardo Bagadur, che ricordi porta della sua esperienza a Salerno?
“Tanti momenti bellissimi e indimenticabili. Quando arrivai avevamo una classifica molto difficile. La tifoseria si strinse in un unico abbraccio con la squadra, si sentiva che si respirava solo calcio in ogni angolo delle strade. Facemmo una grande rimonta, raggiungendo una salvezza meritata per le prestazioni che mettemmo in campo nella seconda parte di stagione. Per me Salerno è stata una seconda casa, anzi spero di tornarci quando avrò tempo per respirare l’aria magica della città”.

Quella granata fu solo una breve parentesi nonostante il suo desiderio di restare per un’altra stagione.
“Vero. Subito dopo i playout chiesi sia alla Fiorentina che al mio agente di poter continuare in granata perché stavo crescendo tanto e soprattutto mi sentivo a casa. Purtroppo però il club aveva fatto già altre scelte. Andai prima al Benevento, poi al Brescia, ma posso dire di non esser stato mai felice come a Salerno”.

Chissà che in futuro non possa aprirsi una nuova possibilità.
“Lo spero di cuore. In passato, nemmeno troppo lontano, ebbi la possibilità di parlare con il ds Fabiani: gli dissi che ero pronto a ritornare anche a piedi in qualsiasi momento pur di vestire nuovamente la maglia della Salernitana e giocare davanti ai 20mila spettatori dell’Arechi“.

Magari ritrovando la Salernitana in serie A.
“Continuo a seguirla con grande piacere. Sono in lotta per la promozione meritatamente perché hanno una squadra importante. In rosa c’è un calciatore come Djuric che ho affrontato da avversario nella famosa sfida con il Cesena. Era lui a marcarmi in occasione del mio gol vittoria al 94’. Fu un’emozione incredibile sia per l’esultanza in campo e per l’importanza di quella vittoria, sia per l’accoglienza dei tifosi alla stazione quando ritornammo dalla trasferta. I gol realizzati a Cesena e ad Ascoli sono i miei ricordi più belli”.

Intervista realizzata dai colleghi del quotidiano La Città

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