Calciatori grati alla curva, ma delusi dall’Arechi vuoto: “Che dobbiamo fare più per riempire lo stadio?”

Milan Djuric ha chiesto pubblicamente l’apporto della tifoseria per vivere insieme questo entusiasmante rush finale, Aya si è detto felice del sostegno incondizionato della curva ma respira il clima di contestazione che cozza con i risultati della squadra, Migliorini senza peli sulla lingua ha confessato che si sarebbe aspettato un colpo d’occhio totalmente diverso “perchè nessuno ha il tifo della Salernitana, stiamo in una posizione ottimale di classifica e poter contare su un fattore determinante ci darebbe una spinta maggiore rispetto alla concorrenza”. Riflessioni sicuramente giuste che confermano quanto questa piazza sia stata ultimamente sopravvalutata. Djuric, ai nostri microfoni, quasi rassegnato si è chiesto cos’altro possano fare i tesserati per portare la gente dalla propria parte. “Stiamo sudando la maglia, siamo a un punto dalla promozione diretta, diamo il massimo e giochiamo un buon calcio: più di questo non si può…”. Stando a quanto filtra, all’interno dello spogliatoio ci sarebbe stato un confronto sulla tematica anche in presenza dell’allenatore. Il mister ha rimarcato che la Salernitana è reduce da un quadriennio difficile e che moltissime persone non credono in più in questo percorso, ricordando però che alla terza giornata c’erano 18mila spettatori e, in fondo, basterebbe poco per riaccendere la miccia dell’entusiasmo. In trasferta, invece, le cose sono andate diversamente e la squadra è riconoscente nei confronti degli ultras. Nessuno, in B, ha il seguito della Salernitana e i 3000 di Benevento sono la cartina al tornasole delle potenzialità della città e della provincia. L’auspicio è che, dopo Verona, la gente capisca che l’amore per la maglia non può essere messo in secondo piano rispetto ad una presa di posizione già assai opinabile nei confronti della proprietà.

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