Cannella: “I social sono una cosa, i tifosi un’altra: chi contesta davvero non lo fa su facebook”

Il nuovo direttore sportivo del Siena Giuseppe Cannella ha rilasciato una interessante intervista ai microfoni di SeiTv. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni:

Come giudica il passaggio da Lotito a Iervolino?

“La Salernitana ha finalmente una proprietà definita, nel rispetto delle regole. Da salernitano della provincia e da persona che vuole bene ai colori granata fa piacere. Percepisco un clima d’entusiasmo, basta parlare con voi della stampa o spulciare i social per capire ci sia un rinnovato ottimismo. Tra il dire e il fare, però, c’è di mezzo il mare: saranno sempre i risultati a parlare”.

Finisce l’era Fabiani…

“C’è chi lo odia e chi lo ama, ma in tanti anni a Salerno è arrivato dai dilettanti alla massima serie. E’ vero che era sostenuto da una proprietà forte e che c’è stata la possibilità di avere calciatori bravi dalla Lazio, ma vincere è difficilissimo. Soprattutto nelle categorie inferiori. La Salernitana in serie A non sta godendo in pieno di questa splendida favola, ma non è colpa sua se ci sono state vicende societarie di quel tipo. Ha lavorato bene, alla lunga gli verrà riconosciuto”.

Arriva, invece, un uomo scafato come Sabatini…

‘E’ del mestiere, uno che sa fare calcio. Tante generazioni hanno provato a passargli davanti, ma competenza e professionalità hanno prevalso ed è ancora lì in prima linea. Ha lavorato in piazze importantissime. Se la nuova proprietà ha deciso di puntare su un uomo esperto, valido e serio come Walter sono felice”.

Come mai a Salerno c’è questa critica feroce nei confronti dei direttori sportivi anche quando i risultati sono favorevoli?

“La maggioranza non è quella che poi tutti i giorni va a fare le contestazioni serie. Oggi c’è gente che usa i social per comunicare, a volte si leggono frasi che fanno scalpore ma quasi tutti gli sportivi salernitani e i tifosi competenti sanno dare un giudizio con equilibrio e non possono che essere soddisfatti di una società e di un direttore sportivo che hanno vinto quattro campionati e due coppe. La cultura nostra, specialmente al Sud, è condizionata dall’invidia. Quando qualcuno ha successo arrivano sempre commenti negativi, anche se è gente che fa bene con la tua squadra del cuore. Lasciamo perdere e distinguiamo i social dai tifosi”.

Che mercato dobbiamo aspettarci?

“Anzitutto c’è il discorso delle liste, poi c’è la Lega che impone parametri economici e un presidente che decide il budget. Tantissimi anni fa trovai una nuova gestione, quella di Casillo che aveva più di una squadra. Ereditai contratti di calciatori che non rientravano nei piani tecnici, la proprietà mi disse di concentrarmi soprattutto sulle buonuscite. La nuova proprietà è ambiziosa, la vittoria di Verona conferisce credibilità al progetto e aumenta le speranze di salvezza. Ancor di più perchè la Salernitana ha due partite in meno. Anche perchè vedo almeno cinque squadre che stanno messe peggio dei granata. Il calcio non è scienza difficile ma nemmeno esatta, ben venga essersi affidati ad un dirigente esperto”.

Come si coniuga la necessità di prendere giocatori forti per la salvezza e la voglia di costruire una base solida con giovani interessanti?

“Chi fa questo mestiere non viene preso il martedì e si mette a lavoro il mercoledì. Immagino che anche in questo caso Sabatini sia stato allertato  quantomeno due settimane fa e abbia avuto il tempo di studiare la squadra, non entra in una stanza buia e credo abbia già individuato rinforzi e lacune. Se prendi Sabatin, il giovane di prospettiva non viene certo dalla Primavera. L’ultimo Bologna che ha costruito è l’esempio lampante. La sua strategia è chiara: arrivano giovani costosi, non quelli a zero poi rivenduti a 20 milioni”.

Il fattore Arechi conterà?

“Sicuramente potrà dare una grossa mano. Ho visto un pubblico caloroso e trascinante anche contro le big quando si era sotto di tre o quattro gol, figuriamoci ora che ci saranno tanti scontri diretti in casa e non c’è più l’enigma societario”

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