Cardinale: “Il 3-1 contro il Napoli è un ricordo magnifico. Arechi determinante”

Oltre 130 presenze con la maglia della Salernitana, in due periodi diversi di una carriera sbocciata proprio nel settore giovanile granata, la soddisfazione della convocazione con la Nazionale under 21 nel pieno di un’annata vissuta a cento all’ora, quella con Zeman in panchina, conclusa al sesto posto in serie B. «Avevo poco più di 20 anni, sono ricordi fortissimi, sicuramente quel derby vinto per 3-1 sul Napoli rappresenta uno dei momenti più belli vissuti con l’ippocampo sul petto, ricordo l’Arechi impazzito». Parola di Roberto Cardinale, difensore con ben sette stagioni all’attivo in carriera con la maglia granata. “Dicono che i derby siano partite come altre, io dico che non è per niente così, sono partite che si vivono in maniera speciale…”. Specie per lei, di origine napoletana, con compagna salernitana… “Assolutamente, già così si può capire il clima che mi toccava vivere alla vigilia di una gara del genere, anche se resta la soddisfazione quando vinci certe partite, ma soprattutto quando tutto rimane nel sano sfottò. Quando si va oltre è sempre uno scempio”. Che annata fu per lei e per la squadra, derby a parte? “Eravamo una squadra giovanissima, e Zeman fece di tutto per esaltare le caratteristiche di noi ragazzi. Spregiudicatezza, sana ambizione, voglia di fare. La sua mentalità era ben nota, noi iniziammo a macinare gioco e punti, e poi avevamo l’entusiasmo di uno stadio pieno, peccato che ci sia mancata continuità di rendimento”.

Della Salernitana attuale che idea si è fatto? “L’ho seguita poco, perché allenando sono spesso impegnato, ma ho promesso a mio figlio di portarlo all’Arechi appena sarà possibile. Spiace per questi alti e bassi continui, con un po’ più di continuità l’ondata di entusiasmo della tifoseria farebbe la differenza”. Lei è uno dei tanti giovani sbocciati dal settore giovanile nei primi anni Duemila, poi cosa è successo? “Non mi permetto di giudicare situazioni che non conosco né di sputare nel piatto dove ho mangiato, ma credo che per una società la soddisfazione più grande sia portare in prima squadra prodotti del settore giovanile”.

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