Carpi-Salernitana: non solo il granata in campo

Delicata trasferta emiliana del campionato di Lega B 2018/19 per la Salernitana di Bocalon e compagni.

I granata sono di scena domenica 16 dicembre ore 15.00 allo Stadio Sandro Cabassi (Via Carlo Marx, 26 – Carpi -MO- 5.500 spettatori) per una sfida davvero importante contro il Carpi dell’ex trainer Castori.
L’avvocato gastronomico Andrea Criscuolo, prima di andare a tifare per la nostra squadra, Vi consiglia di gustare le bontà enogastronomiche del territorio carpigiano presso

“Agriturismo Rosso di Sera”
Via Fossanuova 1 | Localita Cantone, Carpi

+39 059 664309

“Tipica cucina emiliana”

Location caratteristica e molto accogliente

Antipasto (affettati, formaggi)

Tortelli di zucca

Tagliatelle salsiccia e funghi

Tagliata di carne

Gnocco e tigelle

Dolce della casa

Vino locale dogc

PRODOTTI TIPICI DELLA ZONA

  • La povertà della cucina romagnola è stata condizionata dapprima dalla presenza di piccole signorie turbolente e instabili con corti e, dunque, mense di non eccelso lustro, e poi dal lungo e pesante dominio dello Stato della Chiesa.
    I caratteri della cucina sono estremamente semplici e contadini.
    Diffusa la cultura della pasta all’uovo fatta in casa, particolarmente sotto forma di pappardelle in brodo, cappelletti (in brodo o asciutti, in tal caso serviti al ragù, oppure con panna, formaggio e prosciutto cotto), tagliatelle, lasagne. Altri tipi di pasta tipica sono gli strozzapreti, serviti al ragù, ed i passatelli in brodo.
    Sono molto diffusi gnocchi fritti e tigelle.
    Per quanto riguarda i secondi piatti, la parte del leone la svolge il maiale (è baghèn, in dialetto), del quale non si butta via nulla: grigliate miste, carne ai ferri, arrosti, sono tipici della zona, in particolare di quella collinare. Diffuso l’uso d’insaccati e degli affettati derivati dal maiale, specialmente prosciutto, salame, mortadella, coppa e culatello, accompagnati dalla piadina e da un buon bicchiere di vino rosso.
    In misura minore è amato anche il coniglio (e’ cùnéij), cucinato arrosto, ai ferri, in porchetta o alla cacciatora, ed il pollame in generale, col pollo (e’ pol) allo spiedo in primo luogo, oppure al forno o arrosto.
    Per quanto riguarda la cacciagione, vengono utilizzati nella cucina cesenate, specialmente in collina, cinghiali, lepri, quaglie. È ancora possibile assaggiare in alcuni ristoranti ed osterie il piccione, cucinato e servito nei medesimi modi del pollo.
    Il dolce tipico è la ciambella, sia quella caratteristica col buco, sia quella lunga e piatta (entrambe di solito si gustano inzuppate nel vino).
    Satolli ma pienamente soddisfatti corriamo poi allo stadio Cabassi a gridare SEMPRE COMUNQUE ED OVUNQUE FORZA SALERNITANA
    L’avvocato gastronomico Andrea Criscuolo
    SALERNITANA GASTRONOMIC LAWYER ANDREA CRISCUOLO

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