Casasola il re della fascia: nessuno corre come lui in B. Cuore e grinta, l’argentino riconquista Salerno

A Venezia, poco meno di due anni fa, ebbe il coraggio e la forza di presentarsi dal dischetto in un momento decisivo della stagione e della storia della Salernitana. Alzi la mano chi, dopo un alterco con i tifosi e con la ferita ancora fresca per la scomparsa di un genitore, avrebbe avuto il sangue freddo di calciare un rigore che poteva significare salvezza o retrocessione sotto una curva stracolma e carica di tensione. Con quel gesto, simile a quello di Lanzaro nella trasferta di Catanzaro del 2015, Tiago Casasola seppe riconquistare in modo forse definitivo la stima e l’affetto della piazza, lui che si era trasformato in goleador siglando sei reti in un’annata balorda che, numeri alla mano, evitarono la retrocessione diretta consentendo di giocarsi tutto nello spareggio del Penzo. E sempre contro il Venezia sarà un titolare inamovibile, meritato riconoscimento per il padrone della fascia destra che primeggia per chilometri percorsi a partita: circa 30, stando a quanto pubblicato dalla Lega B. E sono dati impressionanti che certificano non solo una crescente condizione atletica, ma anche e soprattutto una determinazione feroce e la voglia matta di contribuire alla conquista dell’obiettivo. Il difensore argentino, fatta eccezione per la parentesi dell’anno scorso frutto di una scelta di mister Ventura, ormai da tre anni difende i colori granata. Era arrivato come centrale di destra in un 3-5-2, poi Colantuono ha preferito spostarlo sulla fascia e si è comportato benissimo, al punto che il Cosenza fece carte false per assicurarsene le prestazioni indicandolo come elemento decisivo in una cavalcata incredibile, condita da un gol e ben dieci assist in meno di 20 partite. Già prima di tornare a Salerno, però, era stato umile e chiaro in una intervista: “So che quella sera ho sbagliato a non accettare il confronto con gli ultras. Sarebbe facile dire che eravamo tutti tesi ed arrabbiati, anche spaventati dalla possibilità di retrocedere. Ma invece sono uomo, ci metto la faccia e chiedo pubblicamente scusa. Mai avrei mancato di rispetto ad una tifoseria che ci segue ovunque e che ha sempre fatto la differenza”. Parole che non lasciarono indifferenti i tifosi che, quest’anno, dopo una iniziale diffidenza ne hanno apprezzato anzitutto le qualità umane prima ancora che tecniche. Perchè un cross si può sbagliare o un pallone calciato dalla distanza può finire in curva, ma quando lasci il campo sempre con la maglia sudata sei sempre meritevole di un applauso. La stagione della Salernitana ha vissuto due momenti di svolta: con la Reggina e con il Pisa. Perdere la prima di campionato in quel contesto ambientale tremendo avrebbe inciso negativamente anche sulle partite successive, un ko in Toscana significava allontanarsi dalle zone che contano della graduatoria. In entrambi i casi c’è il marchio di Casasola, con un traversone “sbagliato” che ha tolto la ragnatela dall’incrocio, ma soprattutto con un missile a tempo scaduto sintesi di determinazione, rabbia e voglia di non perdere. Anche da lui si riparte per questo rush finale da brividi, in cui l’atteggiamento e la “garra” faranno la differenza. Sotto quest’aspetto la Salernitana ha in casa uno dei migliori della categoria.

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