Che rabbia! Perché trovarsi in questa situazione?

Che rabbia! Perché trovarsi in questa situazione?

di Enzo Sica

C’è rabbia, è vero, ma non rassegnazione. Perché rassegnarsi di fronte ad una situazione, delicata e difficile, non rappresenta il top per nessuno. O forse solo per coloro che (e sono davvero tanti) forse si auguravano la Salernitana in difficoltà che potesse essere risucchiata nei tre posti che sono (erano) il baratro per la retrocessione. Ma non è stato così. Le cinque sconfitte consecutive sono lì a testimoniare il fallimento di una stagione che, comunque, non si è ancora conclusa. Ci sono infatti le due partite del play out contro il Foggia (salvo ripensamenti, dopo retrocessione del Palermo) che potrebbero, perchè no?, dare un altro senso a questa sciagurata stagione con il mantenimento della categoria.

Un errore non respingere le dimissioni di Colantuono

La rabbia c’è. Inutile nascondersi o far finta che nulla sia accaduto. Ma le colpe principali di questo tracollo sono della società che non ha individuato un allenatore che potesse portare avanti il progetto iniziato da Colantuono e miseramente naufragato nelle dimissioni del tecnico romano, che oggi suonano come una beffa. Sì perché con l’ex tecnico dell’Atalanta in panchina, con le dimissioni che forse andavano respinte, oggi staremmo qui a parlare d’altro. Forse anche di un  posto nei play off. Chissà…E’ chiaro che non ci sono controprove ma la sciagurata gestione Gregucci è sotto gli occhi di tutti a dimostrare che questa Salernitana, questa squadra che doveva fare qualcosa di importante in serie B, si è trovata sul ciglio di un baratro, pronta a precipitare se non avesse avuto 38 punti in classifica, la maggior parte conquistati proprio da Colantuono. Imperdonabile l’assenza della società di fronte alla negatività di risultati nel girone di ritorno. Tutti credevano che la squadra potesse avere quel guizzo giusto, quella prova di carattere che francamente non c’è mai stata con Gregucci in panchina. Neppure quando si doveva fare un sol punto, uno solo nelle ultime quattro gare di campionato con l’ormai ex tecnico che era in totale confusione. Assurdo.

Ora tocca a Menichini salvarci

La palla è stata passata a quello che doveva essere, forse, dopo Colantuono l’allenatore da portare a Salerno. Leonardo Menichini, che di esperienza ne ha da vendere, è stato chiamato al capezzale della grande malata solo per l’ultima gara o per i play out. Fallito ancora una volta il punto-salvezza (ma la squadra almeno non ha subito gol nel primo tempo o nei primi minuti della ripresa) con i due gol del Pescara nel finale di gara ci si affiderà alla doppia sfida play out. contro il Foggia. Dunque non è ancora tutto perduto perché i veri tifosi granata, non i gufi o chi rema contro da inizio stagione, sono consapevoli che la battaglia finale potrà ridare un sorriso a tutti, sorriso che si è spento, purtroppo, nel girone di ritorno di questo sciagurato campionato di serie B.

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