Ci scrive un tifoso: “Maestro…di che? Ventura, troppa filosofia dopo tre anni di fallimenti”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Enzo Lodato, grande tifoso della Salernitana residente a Cava dei Tirreni, responsabile dell’azienda “TuttodaCasa” e fedele lettore del nostro giornale: “Ho letto tanti commenti su facebook dopo l’addio di Gian Piero Ventura, probabilmente da parte di persone che, pur di attaccare la società, difendono l’indifendibile. Posso dire di essere stato contrario al suo ingaggio, così come fui contrario quando firmarono Gregucci e Colantuono. A noi servono allenatori motivati, di prospettiva, non a fine carriera. Ventura, a mio avviso e con tutto il rispetto dovuto alla persona, ci ha preso elegantemente in giro. In ogni sua dichiarazione. Anzitutto, quando rammenta da dove siamo partiti, ricordasse il suo passato: la figuraccia con la Nazionale è di caratura mondiale, ancor di più perchè pretese fino all’ultimo euro di stipendio. Da Verona è andato via ultimo in classifica, tanti suoi ex giocatori non ne parlano bene e a Salerno ha avuto il demerito di sminuire di continuo un gruppo che doveva arrivare ai playoff a occhi chiusi. Troppo comodo dire a fine anno che “il contratto è scaduto, parlo da esterno e c’erano squadre più forti”. Si assumesse, piuttosto, la responsabilità per l’arrivo di calciatori ben pagati ma completamente inutili alla causa, per un decimo posto anonimo, per le tante chiacchiere propinate in conferenza stampa, per il balletto tra portieri che ci ha privato di un ragazzo come Vannucchi che, a differenza del sopravvalutato Micai, ci avrebbe dato qualche punto in più. Tra moduli sbagliati e gente fuori ruolo ne abbiamo viste di tutti i colori, la gestione della gara con lo Spezia e anche quella di prima col Pordenone è dilettantistica e anche il più ignorante dei tifosi capirebbe che Cicerelli non è un terzino, che Akpro non va mai sostituito, che Maistro andava cambiato dopo l’ammonizione, che non puoi inserire due difensori quando sei costretto a vincerla. Lo stesso teatrino con De Rossi a San Siro. Quante volte ha detto che lavora per valorizzare il patrimonio, non ha mai specificato se il nostro o quello della Lazio. Tra “verifiche”, “se vogliamo possiamo” e “piantine seminate” ha sempre attribuito le colpe ai singoli errori dei giocatori, mai però ha chiesto scusa per il fallimento finale. Sì, perchè una squadra che ha Vannucchi, Aya, Jaroszynski, Capezzi, Akpro, Di Tacchio, Firenze, Cicerelli ,Lombardi, Kiyine, Gondo, Djuric e Giannetti non può finire sotto al Cittadella, al Pordenone o al Crotone. Meno male che è andato via, il maestro….di che??!”

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