Cicerelli: “In estate ci dissero che dovevamo tornare a Salerno, poi…”

Emmanuele Cicerelli, ex centrocampista della Salernitana ed oggi al Frosinone, ha rilasciato un’intervista al sito Assist Perfetto. Il calciatore pugliese ha parlato anche della situazione che hanno vissuto i calciatori della Lazio che erano in prestito alla Salernitana.

A Frosinone giochi esterno nel tridente d’attacco, il tuo ruolo preferito. Con Castori invece sei stato impiegato anche da seconda punta.
“Castori ha un modo diverso rispetto a Grosso di preparare le partite, mi reputava un giocatore di squilibrio. Avevamo trovato il nostro equilibrio nell’essere compatti, rischiare poco. Poi al 60′ avevamo più benzina degli altri e mi buttava dentro, esterno o attaccante cambiava poco”

Fino ad ora hai collezionato 3 presenze ma non è ancora arrivata la prima da titolare: colpa della forma fisica che va perfezionata? Ti senti un potenziale titolare del Frosinone?
“Davanti c’è tanta qualità, il Mister sceglie. Il ritardo di condizione c’è, per motivi abbastanza strani ci siamo ritrovati a Formello fuori rosa dopo aver vinto un campionato per un mese. Ci veniva detto che dovevamo tornare a Salerno, che la società sarebbe stata venduta. Io Casasola, Gondo (che poi è tornato a Salerno), Lombardi abbiamo aspettato parecchio e la situazione è diventata paradossale, potevamo anche restare fermi. Abbiamo spinto per andare via, io e Casasola potevamo venire qui prima ma siamo arrivati a fine agosto. Il primo luglio sarei dovuto andare alla Salernitana, dopo 15-20 giorni mi sono stancato di stare a Formello. Io avevo detto che se non c’era la possibilità di andare a Salerno volevo tornare in B”

Restiamo nel passato: quali sono state le emozioni di conquistare una promozione con la Salernitana?
“A Salerno ho provato emozioni fortissime, la promozione è stata l’emozione più grande, ho i brividi solo a parlarne, è stata la ciliegina sulla torta. In una piazza come Salerno, dove saremo per sempre ricordati…andavamo dopo la vittoria in giro per strada e un altro po’ facevi fatica a camminare. In quella piazza si sente veramente tanto, quando sei in piazze così è veramente qualcosa di indescrivibile”

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