Cicerelli: “Salerno è il mio paradiso. Lazio? Il mio futuro spero sia colorato di granata”

“La Puglia è meravigliosa, sono molto legato alla mia terra e non ho mai pensato di spostarmi. Il calcio è una questione di famiglia, mio padre giocava nel tempo libero e ci ha trasmesso questa passione. Nel giorno della promozione in serie A quasi piangeva, mi hanno detto che è rimasto senza parole per diverso tempo. Sono molto legato a San Giovanni Rotondo, un luogo straordinario. Portare il nome di San Pio è una responsabilità. E poi i miei genitori mi hanno lasciato libero di scegliere e di coltivare il mio amore per lo sport. A 4 anni ho iniziato la scuola calcio a Manfredonia, a Barletta fui lanciato in prima squadra. A causa del calcio ho interrotto la scuola, studiavo ragioneria. Quest’anno mi sono diplomato, vorrei iscrivermi anche all’università alla facoltà di scienze motorie”. Inizia così la bella intervista al Corriere dello Sport realizzata dal direttore di Telecolore Franco Esposito ad Emanuele Cicerelli. Si parla inevitabilmente di questo campionato appena concluso: “In campo mi diverto, quando tocco il pallone sono felice. Abbiamo vinto il campionato e sono felicissimo, a prescindere dal minutaggio. Castori è stato chiaro con me fin dal primo giorno: mi ha detto subito che ero il calciatore perfetto per spaccare le partite. A volte sono entrato quando la gara era già segnata, in altre circostanze non ho inciso. Ma ho imparato molto e credo di essere migliorato anzitutto caratterialmente. Grazie al mister non mi sento affatto incompiuto, anzi mi ha fatto sentire importante. Con il gruppo è nato un ottimo rapporto, sono un tipo socievole che ama scherzare con tutti. Custodisco la maglietta della promozione, la metterà in una bacheca insieme alle scarpette, alla maglia celebrativa e forze alla mascherina. Così ricorderò per sempre questa stagione straordinaria e particolare. Il mio futuro? Spero ancora in granata. Quando raggiungi un traguardo così importante vuoi andare avanti, a Salerno sto da Dio. Ora c’è da risolvere la questione societaria, poi ne parleremo. Non ho quasi mai pensato che il mio cartellino appartenesse alla Lazio, non sono mai andato a Roma. Ventura? Con lui ho fatto anche il terzino, credo che nel calcio di oggi ci sia spazio anche per me: sto acquisendo conoscenze nuove, per applicarmi al meglio in entrambe le fasi. Chiaramente il gioco era diverso rispetto a quello di Castori, purtroppo siamo venuti meno sotto il profilo caratteriale. Quest’anno, invece, l’unione con lo staff tecnico ha fatto la differenza. In ritiro abbiamo lavorato molto, ma ci rendevamo conto che correvamo più delle altre. Sono pronto per la A, qui è il mio paradiso”.

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