De Sanctis, ecco perchè non regge l’alibi del “budget ridotto”

Vi abbiamo raccontato ieri sera del possibile esonero del direttore sportivo Morgan De Sanctis, tra gli artefici della salvezza della passata stagione ma anche del pessimo avvio di campionato della Salernitana. Ribadiamo quanto vi abbiamo spiegato anche in mattinata: ad ora il ds è delegittimato, non preso in considerazione nelle riunioni indette dalla proprietà e in attesa di una comunicazione ufficiale che arriverà soltanto quando Iervolino avrà sciolto le riserve sul sostituto. Ma il club conferma di aver “sondato la disponibilità di 6-7 professionisti, speriamo tra questi possa essercene uno che risponda alle nostre esigenze”. Dopo aver contattato e incontrato altri dirigenti, sarebbe obiettivamente dura far finta di nulla e concedere una seconda chance da De Sanctis.

Sul web in tantissimi si aspettavano l’esonero già nelle scorse settimane, la stragrande maggioranza dei tifosi contesta a De Sanctis i mancati innesti in difesa, il no al ritorno di Ranieri, l’ “ostracismo” verso calciatori portati a Salerno dai suoi predecessori, il no a Soulèperchè riteniamo di aver preso calciatori più forti” e un centrocampo numericamente risicato, oltre che la cronica assenza di un vice Bradaric. C’è chi però spezza una lancia a favore di De Sanctis ricordando che il budget messo a disposizione della proprietà fosse irrisorio e che la lotta ai procuratori ha condizionato il mercato italiano. Certo, nel bene o nel male è sempre il presidente a rispondere in prima persona di quanto accade. Ma i fatti smontano anche questa teoria.

Anzitutto De Sanctis ha avuto a disposizione quasi 35 milioni di euro l’anno scorso e ne ha spesi tantissimi per una difesa che, ad oggi, è tra le più perforate della storia recente della serie A. Nel dettaglio 8 milioni per Lovato nell’ambito dell’operazione Ederson-Atalanta, 2 per Bronn, 5 per Daniliuc, 5 per Bradaric e altri 5 per il riscatto di Pirola. Tutti senza contare commissioni agli agenti e stipendi. Aggiungiamo il pluriennale da oltre un milione di euro per Sambia e il gioco è fatto. Iervolino, dunque, ha ridimensionato il budget anche a causa delle grosse spese dei mesi precedenti, solo in parte giustificate dalle effettive prestazioni dei singoli.

E se proprio vogliamo dare per buono l’alibi del budget, ricordiamo che in epoca di trust, senza società, con la deadline del 31 dicembre e l’incubo fallimento arrivarono a Salerno Strandberg, Ranieri, Ruggeri e Zortea (tutti stabilmente impegnati in competizioni internazionali, tutti desiderosi di tornare ma bocciati dal ds), Obi, Kastanos, Coulibaly, Simy (40 gol in due anni), Bonazzoli e Ribery. A volte può essere anche questione di conoscenze e di esperienza, oltre che di soldi. Del resto il Lecce ha perso Hjulmand, Umtiti e Colombo ma ha già tanti punti più della Salernitana.

 

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