Di Paola (TuttoSport): “Il gioco di Castori si portava 40 anni fa, i giocatori non si divertono”

Duro attacco del direttore di TuttoSport Paolo Di Paola che, senza mezzi termini, si è espresso negativamente sul lavoro di mister Castori. Ecco quanto ha dichiarato a Telecolore: “Ho visto tutte e tre le partite della Salernitana con grande attenzione, basta con questo inutile buonismo. A me non interessa dire che si torna in A dopo 23 anni, che c’è una squadra rinnovata e un gruppo da amalgamare. Io faccio il giornalista e giudico i fatti. Il tipo di gioco di Castori si portava 30-40 anni fa, credo bisogna trovare assolutamente una alternativa a questo lancio lungo per le punte scavalcando puntualmente il centrocampo. Gli avversari, di livello alto, alla lunga ti castigano e non è ammissibile entrare in campo con una tale rassegnazione. Guardate i volti dei calciatori: è palese che non si divertano, che non si riconoscano in un modulo basato sul non prenderle. Se poi vai sotto e non hai idee è ovvio arrivino tre schiaffi dal Bologna, quattro dalla Roma e quattro da un Torino modesto, in crisi e senza tre giocatori chiave come Izzo, Belotti e Zaza. Nella gara d’esordio si era intravisto qualcosa di interessante, non vorrei si trattasse soltanto di una illusione. Di questo passo e con questo schema, temo che la Salernitana saluterà in largo anticipo la categoria e tornerà in serie B. Intendiamoci: la rosa non è così scarsa, ci sono elementi interessanti specialmente in attacco e Ribery è un colpo eccezionale. Ma nemmeno un fuoriclasse può determinare se si prendono gol in fotocopia senza opporre minimamente resistenza. Castori è uomo d’esperienza, che ha fatto benissimo in B e che certo non ha bisogno di insegnamenti da parte nostra, ma la classifica parla chiaro e i numeri sono impietosi. Ha ancora tempo per dare una sterzata, per proporre un modulo più spregiudicato. Della serie “perso per perso me la gioco”. Le immagini televisive mostravano Simy e Bonazzoli che quasi imploravano i centrocampisti di servire palloni invitanti, invece dopo 5 minuti il baricentro è bassissimo e gli esterni fanno una fatica immane a marcare. Ansaldi sembrava un fenomeno, faceva quello che voleva. Il primo gol subito è emblematico, non è da squadra che vuole salvarsi. Se viene meno anche la cattiveria agonistica è meglio prepararsi al peggio. Il tempo c’è, ma il campanello d’allarme è suonato e sarebbe un autogol far finta di nulla. A questo punto lo staff tecnico radunasse tutti nello spogliatoio, ammettesse che è stato sbagliato tutto e tirasse una linea bella lunga per ripartire da zero prendendo esempio dagli errori. Vorrei tanto essere smentito dai fatti, già da sabato prossimo: l’impresa con l’Atalanta è possibile ma bisogna attaccare e far paura dal primo al novantesimo. Altrimenti sarà ancora debacle”.

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