Doppio ex Piccolo: “Quando in ritiro ci comunicarono la mancata iscrizione…”

“Sarà un bivio per entrambe. La Salernitana vuole restare nelle zone alte della classifica, la Cremonese vuole dare un calcio alla crisi e risalire posizioni in classifica. Negli ultimi tre anni hanno cambiato tantissimi allenatori, con il via vai di Rastelli e altre situazioni note a tutti. Conoscendo la società non mi meraviglierebbe un esonero di Bisoli qualora non dovesse sbancare l’Arechi. In generale auguro ad entrambe di vivere un campionato di vertice, occhio alla Cremonese perché ha un organico veramente forte che può ambire alla vittoria finale del campionato. Certo, in quegli ambienti pesa l’assenza del pubblico”. Così il doppio ex di Salernitana e Cremonese Antonio Piccolo intervistato dalla redazione di TuttoSalernitana nell’ambito dell’omonima trasmissione in onda ogni giovedì su RadioMpa. Piccolo prosegue parlando di questo calcio post Covid che non piace proprio a nessuno: “E’ una situazione straordinaria e particolare, arriverà in fondo chi avrà meno problematiche e chi saprà gestire questa maledetta pandemia. Oggi prepari la partita con un gruppo, domani magari ti ritrovi con diversi titolari in isolamento fiduciario. La gestione è fondamentale, occorrerà anche un pizzico di fortuna”.

Si chiede a Piccolo chi sarà avvantaggiato tra una Salernitana rivitalizzata dai tre punti a tavolino e da una Cremonese costretta a vincere: “Mentalmente è sempre un vantaggio per chi ha più punti e più certezze, la Salernitana in questo momento ne ha tante e si trova in posizioni di vertice. L’aspetto mentale conta tanto, i granata dovranno giocarsi questo jolly al meglio e secondo me sono favoriti. Come ho detto prima, però, dispiace vedere uno stadio come l’Arechi completamente vuoto e senza quel tifo che spesso ha fatto la differenza.. La Cremonese, però, ha una voglia matta di riscattarsi e non merita quella posizione di classifica. Match difficilissimo per entrambi, la Salernitana ci arriva meglio ma non deve abbassare la guardia o dare troppo peso all’ultimo posto dei grigiorossi”.

Sull’organico allestito dai granata: “Lombardi è un giocatore importante, ancora giovane. Ha fatto sempre vedere le sue qualità nelle stagioni passate, ma gli infortuni lo stanno penalizzando. Ha le potenzialità giuste per dare una grossa mano alla Salernitana, credo che i granata siano attrezzati per ambire ai playoff. Voglio spezzare una lancia a favore della società: anche negli altri anni c’erano rose competitive, ma non bastano i nomi per vincere e conquistare la promozione in A”.  Si apre l’angolo amarcord, si parla di un settore giovanile fortissimo: “Sono stati anni bellissimi per me, avevo voglia di affermarmi a grandi livelli. Vivevo le domeniche da raccattapalle sotto la curva, ricordo anche quando eravamo in ritiro e ci comunicarono il fallimento. Attimi brutti, da brividi, un qualcosa di drammatico che non auguro a nessuno. Quella tifoseria non avrebbe mai meritato un’amarezza del genere. Per fortuna, nel tempo, la Salernitana è risalita. Ricordo con affetto Ricardo Villar, un fuoriclasse che poteva fare una grande carriera. Il settore giovanile era curato da un professionista come Coscia che aveva fatto un lavoro eccezionale. Molti di loro hanno calcato palcoscenici importantissimi”.

Infine sulla sua ambizione di giocare a Salerno: “Non ho mai nascosto che mi avrebbe fatto piacere, credo che qualunque calciatore indosserebbe volentieri la maglia della Salernitana ancor di più dopo aver fatto tutta la trafila nel settore giovanile. Purtroppo non c’è mai stata questa possibilità”.

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.