ESCLUSIVA | Calaiò: “Frosinone corazzata, tifosi decisivi! La verità sul mio addio”

E’ a Salerno esattamente da nove mesi, ma sembra sia qui da sempre. La sua professionalità lo ha spinto ad accettare la Salernitana a gennaio pur consapevole del momento di crisi vissuto dalla squadra e della spaccatura di una tifoseria che aveva appena deciso di disertare in segno di protesta. Non aver svolto il ritiro non gli permise di essere determinante come sempre è stato in carriera, ma Emanuele Calaiò ha ricoperto un ruolo fondamentale all’interno dello spogliatoio. Non a caso fu lui a tenere un discorso ai compagni prima della doppia finale col Venezia, vinta anche grazie ad un suo calcio di rigore. Ora ha appeso le scarpette al chiodo, ma continua a lavorare per la Salernitana: il compito è quello di scovare talenti di prospettiva in giro per l’Italia, un incarico ricco di responsabilità e che sta portando avanti con entusiasmo.

Ecco la sua intervista realizzata in esclusiva per GranataCento – Vittoria in rimonta a Livorno, al 92’ e con sette indisponibili: quanto può cambiare la stagione?

“Parlare di svolta alla sesta giornata è prematuro, ma avrei firmato immediatamente per ritrovarmi secondo in classifica a 13 punti con tutte le difficoltà che ci sono state. E’ chiaro che un gruppo completamente nuovo avrà bisogno di tempo per assimilare i dettami dell’allenatore, Ventura chiede sempre un gioco a memoria e un fraseggio palla a terra e non si può pretendere tutto e subito. I margini di miglioramento sono enormi, ci sta accompagnando anche quel pizzico di fortuna che non guasta mai. La squadra sta dimostrando carattere e potenzialità, ma guai a farsi condizionare dai risultati: domenica arriva il Frosinone e, a prescindere dal futuro di Nesta, stiamo parlando di una corazzata molto più forte della stragrande maggioranza delle compagini di B. Restiamo umili e pensiamo gara dopo gara: non sappiamo ancora se lotteremo per il vertice, ma stiamo costruendo un futuro più solido rispetto al passato”.

A proposito di passato: assist di Lopez, gol di Djuric, successiva parata di Micai. Cosa è cambiato nella testa dei pochi superstiti della passata stagione?

“Quest’anno abbiamo un’identità e un allenatore che può permettere a tutti di esprimersi al massimo. Nella passata stagione, invece, le cose sono andate diversamente e i risultati sono stati negativi. Sono felice per Lopez: quando firmò per la Salernitana si parlò di un acquisto sbagliato, è stato uno dei più criticati in assoluto. Invece ha saputo cogliere al volo l’opportunità dettata dall’assenza di Kiyine e ha dato un grosso contributo. Gli faccio i complimenti. E’ il segnale di un gruppo che cresce, che segue lo staff tecnico e che ha capito in pieno cosa voglia dire indossare la maglia granata. Chi è rimasto ha ancora in mente la paura della retrocessione e vuole trasformare a tutti i costi i fischi in applausi”

Ieri due gol attaccando sotto la curva, all’Arechi entusiasmo ritrovato. La diserzione l’anno scorso non vi ha aiutato, ora si respira un clima nuovo anche da questo punto di vista…

“Inutile girarci intorno: sono i risultati a determinare l’entusiasmo o meno di una piazza. La gente sta apprezzando, si sta riavvicinando allo stadio e nota l’impegno e l’attaccamento alla maglia di ogni singolo calciatore. L’Arechi che spinge è componente decisiva, questo lo sanno tutti. Ciò detto, però, rimarcherei l’impegno di una squadra che lotta su ogni pallone e che spesso riesce a creare occasioni attraverso il gioco. Ciascuno di noi sa quanto possa imparare da Ventura, tra qualche settimana vedremo una Salernitana ancora più bella. Il passato dobbiamo metterlo alle spalle, tutti si sono assunti le proprie responsabilità: società, dirigenza, allenatori. In primis noi calciatori che scendiamo in campo e non riuscivamo ad uscire dalla crisi. E’ un nuovo capitolo che stiamo scrivendo tutti quanti assieme e il pubblico deve essere una marcia in più”.

Il tuo addio al calcio ha fatto storcere il naso, molti tifosi più critici dicono sarebbe stato meglio comunicare la decisione a mercato in corso per consentire alla società di inserire in lista un altro attaccante…

“Mi dispiace per queste polemiche, ma non c’è niente di strano in tutto quello che è successo. Mi sono messo a disposizione in ritiro sapendo che c’era la possibilità di diventare un dirigente, in attesa di sciogliere le riserve ho onorato il mio contratto da calciatore e mi sono allenato ogni giorno come giusto che fosse. Nessuno mi ha costretto a far nulla: nella mia vita ho sempre fatto quello che volevo, ragiono con la mia testa e ho soltanto anticipato di qualche mese ciò che sarebbe accaduto a giugno. Con la differenza che certi treni passano una volta sola e le opportunità vanno colte al volo. Un calciatore, pur bravo, a 38 anni deve fare tanti tipi di ragionamenti e non può rischiare di ritrovarsi a spasso al termine del campionato. Il mercato non c’entra assolutamente nulla, in avanti numericamente si è a posto così a prescindere da me: Djuric, Jallow e Gondo sono patrimoni della società, Cerci non sta ancora bene ma è il top player che la piazza voleva, Giannetti è stato scelto dall’allenatore. La società ha fatto tantissimi investimenti”

E’ vero che sei ancora nella lista dei 18?

“Sì, ma è un discorso burocratico e formale. La società non credo abbia intenzione di attingere dal mercato degli svincolati: tutti si stanno comportando bene e non occorre aggiungere elementi in rosa. In quel caso troveremmo immediatamente un accordo per la rescissione e firmerei il contratto da dirigente”

Ti piace il tuo nuovo ruolo?

“Lavorare dalla mattina alla sera non ti consente di pensare troppo e quindi di avvertire l’assenza del rettangolo verde. Le cose procedono benissimo, mi preme ringraziare ancora i presidenti Lotito e Mezzaroma e il direttore sportivo Fabiani. A 38 anni avevo l’obbligo di prendere in considerazione la possibilità di dare una svolta alla mia carriera: loro hanno apprezzato la mia professionalità, se avessi voluto giocare fino a giugno ne sarebbero stati egualmente contenti. Spero di scovare in giro per l’Italia qualche giovane interessante che possa fare al caso della Salernitana. I giovani e i vivai sono il futuro di ogni club”.

Tornando alla prima squadra…arriva il Frosinone! Un appello ai tifosi e alla squadra?

“Non dobbiamo farci condizionare dai risultati e dalla classifica, si rischierebbe di incappare in brutte figure. Confrontando le rose si può dire che il Frosinone resta una corazzata, ha tanti calciatori che l’anno scorso hanno giocato in serie A e una società che investe tantissimo ogni anno. Vedrete che, al netto della situazione attuale e delle voci sul possibile cambio di allenatore, saranno assolutamente protagonisti fino al termine della stagione. Per avere la meglio sul Frosinone e proseguire il percorso di crescita serve una Salernitana perfetta, concentratissima, che non parta in sordina come accaduto nelle ultime gare. Se a ciò abbiniamo la spinta dell’Arechi è evidente che le possibilità di vincere aumentano”.

Svincolati, facciamo chiarezza

La lista over è ancora piena L’emergenza infortuni spinge molti tifosi ad invocare sul web l’acquisto di uno svincolato, come se poi prendere gente ferma da mesi e senza ritiro alle spalle possa risolvere con la bacchetta magica i problemi. Meglio aspettare il rientro degli infortunati: con la rosa al completo ci sarà davvero da divertirsi e forse si apprezzerà maggiormente la bontà dell’organico a disposizione di Ventura. Va chiarito, inoltre, che la lista over è attualmente piena. Emanuele Calaiò, infatti, pur avendo iniziato da due settimane la carriera da dirigente è ancora contrattualizzato come calciatore e occupa la diciottesima casella. Nessun mistero: a livello burocratico c’è bisogno di un po’ di tempo per il tesseramento di un atleta sotto altra veste. La società non ha fretta: l’ “arciere” sta già lavorando come osservatore e c’è già l’accordo per l’eventuale rescissione non appena si deciderà di colmare numericamente il vuoto lasciato dal suo addio, tra l’altro ampiamente preventivato con lo staff tecnico, con la proprietà e con il direttore generale Angelo Fabiani. Tutto ciò potrebbe accadere anche direttamente nel mese di gennaio.

 

 

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