Fabiani: “Giù le mani da Colantuono”

Il direttore sportivo della Salernitana Angelo Fabiani intervistato dal collega Roberto Guerriero a Radio Bussola 24, commenta la sconfitta rimediata ieri pomeriggio dai granata allo stadio Penzo contro il Venezia. “C’è dispiacere per aver perso una partita, anche per aver visto tanti tifosi presenti in terra lagunare tornare a casa senza neanche un punto. Purtroppo, lo abbiamo sempre detto, questo è un campionato difficile, particolare,  non c’è mai nulla di scontato. Basta guardare i risultati dell’ultimo week end, per cui bisogna avere pazienza, lavorare come stiamo facendo, con l’augurio di non incappare in sconfitte ma questo fa anche parte del gioco. Credo che non si sa vincere se non si sa perdere, però oggi tutti questi bacchettoni che si avventurano in analisi tecnico e tattiche, evidentemente sono persone che non sanno vincere, ma soltanto perdere. Chi fa la sua parte invece la fa anche abbastanza bene. Poi si può discutere magari se abbia palloni giocabili o meno. A volte dipende anche dagli episodi, dai momenti singoli della partita”.

E un episodio ha girato la gara a favore del Venezia: “Se mi consentite lì non è cambiata la partita, piuttosto dal quel momento in poi non si è giocato più a calcio. Se la traversa di Davide Di Gennaro fosse andata dentro probabilmente sarebbe stata un’altra partita. Quando la formazione lagunare è andata in vantaggio ha badato soltanto a distruggere le varie fasi di gioco: giocatori sempre a terra, gara spezzettata sino all’inverosimile, Domizzi si lamentava in continuazione. Hanno fatto semplicemente il loro gioco, probabilmente lo avrebbe fatto anche la Salernitana o qualsiasi altra squadra che si trovava in vantaggio, così è difficile trovare gli spazi, riuscire a giocare”.

La Salernitana dunque potrebbe andare in difficoltà anche contro avversari di caratura inferiore che si chiudono e non ti permettono di giocare…La Salernitana, anzi meglio dire qualsiasi squadra, va in difficoltà quando trova l’avversario che si chiude anziché giocare, che si chiude e bada soprattutto a dare qualche botta in più, a lamentarsi ed a spezzettare continuamente il gioco. Gli spazi si riducono e diventa difficile per tutti. Gare del genere le puoi sbloccare con un episodio a favore, così non è stato, abbiamo perso una partita, pazienza, ci rimbocchiamo le maniche ed andiamo avanti. Sentire il giorno dopo, metto sulla graticola questo o quello, Colantuono non è più un allenatore, così non va bene: il pallone è per tutti e lo lascio a loro, il calcio è tutta un’altra cosa, per cui queste persone non dovrebbero neanche parlare perché trovano da ridire anche quando la Salernitana vince, figuriamoci quando arriva una sconfitta. Noi e io in modo particolare questo gioco lo conosciamo molto bene, per me possono tranquillamente ragliare come gli asini, personalmente non li ascolto nemmeno”.

Cosa rimprovera il direttore sportivo Angelo Fabiani alla Salernitana vista all’opera contro il Venezia…La Salernitana non è il Real Madrid, non è il Barcellona, la Salernitana è una buona squadra, che sta disputando un campionato più o meno importante. Stiamo lì, cerchiamo di mantenerci, per cui la nostra non è una squadra invincibile. Chi pensa questo si deve ricoverare al manicomio di Montelupo Fiorentino come dice Eziolino Capuano. Noi sappiamo che tutte le partite nascondono delle insidie, andiamo sul concreto, siamo dispiaciuti perché anche a Venezia tra mille difficoltà abbiamo registrato 800/900 tifosi al seguito, siamo dispiaciuti per questo, siamo dispiaciuti per noi. Onestamente non risentiamo delle critiche che ci piovono addosso, perché quelle non le stiamo neanche a sentire, come dire i ragli dell’asino non arrivano in paradiso. Era chiaro che all’indomani di una sconfitta questi pseudo allenatori sarebbero usciti fuori. L’importante per noi è avere la tranquillità e la serenità per portare a termine questo campionato, al termine vediamo cosa siamo stati capaci di fare”.

La coppia d’attacco che sino ad ora è piaciuta maggiormente al direttore sportivo granata…Lo scorso anno si lamentavano di Bocalon, quante volte ho sentito critiche nei suoi confronti, quest’anno invece non si può fare a meno di Bocalon. Dico che ci vuole veramente il giusto equilibrio, ci vuole maggiore fiducia a questi ragazzi. Adesso si sta mettendo in croce Djuric, vorrei ricordare che qualche anno fa nei confronti di Coda e Donnarumma ne hanno dette di tutti i colori, poi oggi rimpiangono questi due attaccanti: si sa Djuric ha delle caratteristiche fisiche importanti, ti fa salire la squadra rispetto ad un’altra punta che magari fa il contrario, adesso non si può dire che abbiamo perso la gara perché Djuric o Bocalon non hanno giocato bene. Non lo dico soltanto io ma anche altri autorevoli tecnici, il campionato di serie B, premesso che è il torneo più bello al mondo, sino alla fine non si sa come va a finire… per cui meditate gente, meditate. Cerchiamo di remare tutti nella stessa direzione se vogliamo fare un qualcosa di importante. Se si comincia a fare un tritacarne vorrà dire che, mi conoscete, mi chiuderò per l’ennesima volta a riccio… e poi chi  è dentro è dentro, chi è fuori è fuori”.

Lo stesso Angelo Fabiani poi conclude…Dopo 30 anni di calcio, 13/14 campionati vinti, una cosa ho imparato: che si vince in undici e si perde in undici. Chi va alla ricerca di questo o quel giocatore che ha determinato la sconfitta sta parlando di aria fritta, cioè stiamo fuori binario. Ripeto, si vince in undici e si perde in undici, ieri Micai una palla veramente avvelenata, non l’ha trattenuta, abbiamo preso gol, però dobbiamo anche dire che il nostro portiere ci ha salvato 3 / 4 partite, per cui poi alla fine tutte le situazioni si compensano. Adesso pensiamo allo Spezia, una gara difficilissima, non tragga in inganno la classifica dei liguri anche perché hanno ancora una gara da recuperare, poi questi turni di riposo e via discorrendo, in questa classifica non si capisce davvero granché. Bisogna veramente mettersi lì con carta e penna per risolvere questo rebus”.

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