Fabiani: “Multiproprietà? Siamo in presenza di norme obsolete”

Il direttore sportivo della Salernitana Angelo Fabiani ha rilasciato al collega Enzo Casciello sul quotidiano La Città in edicola questa mattina una lunga intervista a 360° parlando ad ampio raggio di Salernitana e non solo…

Fabiani, l’argomento maggiormente dibattuto e controverso è se la Salernitana, sorella o sorellastra che si voglia della Lazio, un vicino domani potrebbe iscriversi al campionato di serie A. Allo stato, i regolamenti lo vieterebbero. Tutto questo sempre che se ne abbiano la voglia e l’ambizione. Come scacci le perplessità?

“Siamo in presenza di norme obsolete, che vanno cambiate e non è detto che ciò non avvenga. Mi spiegate perché due cognati, come nel nostro caso, non possano essere al comando di due società che militano nello stesso campionato?”

D’accordo, ma al momento la situazione è questa.

“E la Salernitana non la teme, anzi è fiduciosa che l’ostacolo possa e debba essere rimosso. Siamo una società sana, requisito essenziale per ogni obiettivo, e Dio lo sa quanto sia importante avere i conti a posto. È appena scomparso un grande manager come Marchionne. Ci ha insegnato quanto sia necessario mettere in regola un’azienda”.

Sono ancora d’accordo, ma al di là di giuste teorie i paletti esistono e resistono.

“La Salernitana non si pone limiti. Lo ha già fatto, anche se non è andato tutto come volevamo, e il primo responsabile sono io. Penso a Venezia e Cittadella. Che cosa avevano più di noi per partecipare ai play off? Niente di niente”.

Esiste una sostenuta corrente di pensiero secondo la quale la proprietà non ha la minima intenzione di centrare la A.

“Parliamo di una sciocchezza, tenuta in vita da chi non vuole il bene della Salernitana. Noi siano un club teso a produrre utili: perché mai non dovremmo ambire alla serie A, dove la movimentazione economica è decisamente allettante, specie per un bacino d’utenza come il nostro? Sbaglio o la Salernitana in A ha già dato prova di sapersi confrontare più che bene?”

Carissimo direttore, dobbiamo quindi ritenere che state costruendo una squadra per il grande salto?

“Stiamo lavorando bene. Abbiamo preso gente di categoria, con l’avallo della società e l’ok dell’allenatore. Puntiamo al massimo, senza creare illusioni”.

Lotito e Mezzaroma: un bel tandem, vero?

“Certo. Tra di noi c’è grande fiducia. Claudio ha dimostrato con la Lazio di che cosa sia capace”.

Apriamo Calciopoli, una parentesi buia. Eri davvero andato con Moggi a Chiasso per acquistare le sim?

“Comprammo dei cellulari della Motorola”.

Gli inquirenti non ne erano granché convinti.

“Trincerandosi dietro un falso, cioé che le sim svizzere non erano intercettabili. Una bufala, smontata in aula dai miei avvocati. Tutte le schede sono intercettabili. E poi, perché non hanno mai reso pubblici i tabulati delle mie utenze italiane? Perché non c’è la minima intercettazione che mi compromette, semplice”.

Moggi, chi era costui?

“La persona più importante che abbia mai conosciuto. È come Maradona, ne nasce uno ogni 50 anni”.

Ma i rapporti tra di voi non sono più dei migliori. Dice che ormai sei un conoscente, non un amico.

“È il suo modo di fare, altrimenti non sarebbe Moggi. Personalmente, non mi ha mai detto niente”.

Parliamo di un altro tuo amico intimo , Nello Aliberti. Ne ha dette di cotte e di crude sul tuo conto.

“Sono cose spiacevoli, non voglio fare polemica. Ci conoscemmo quando lui era presidente della Salernitana e io lavoravo alla Juve”.

Ha sparso veleno parlando della tua presunta proposta di gonfiare il prezzo della vendita di Manuel Coppola al Messina per dividere l’eccedenza rispetto ai 150mila euro stabiliti. Che cosa mi dici?

“Di chiedere a Diodato Abbagnara, il segretario. C’erano tutti e due a casa mia a Roma quando se ne parlò. Voglio solo ricordare che il sottoscritto al Messina era ben pagato… e che non faceva il procuratore”.

Nella lista dei tuoi intimi c’è anche Mario Somma. Uno scazzo niente male tra di voi?

“Mi spiace molto. A Mario dissi subito di ritirare le dimissioni. È caduto nella rete di qualcuno”.

C’era un regista occulto?

“Lo sa bene chi era e lui ha sbagliato a dargli credito”.

Roba da servizi segreti…

“Mario sa bene tutto. Ha avuto un momento di rabbia ed ha abboccato. In giro c’è qualche maniaco compulsivo. Non serbo rancore nei confronti di Somma. Dico solo che potevamo chiarirci”.

Non hai avuto un rapporto idilliaco nemmeno con Antonio Lombardi.

“Lombardi ha commesso l’errore di non ascoltare i consigli del padre e della moglie”.

Ma di qualche consigliere fraudolento sì.

“Non lo so”.

Ma tu parteggiavi per Murolo?

“Secondo Lombardi sì”.

E invece?

“Per la Salernitana, come sempre”.

C’è un tuo amico che muore dalla voglia di allenare la Salernitana. Eziolino Capuano?  Lo sai.. .

“Sono suo amico soprattutto quando non lavora. Scherzi a parte, ritengo che sul campo è di una spanna superiore a tutti gli altri. Vuol essere una primadonna e chi lo prende deve saperlo. Se non esistesse, bisognerebbe inventarlo, Credo e spero che prima o poi arriverà il suo turno”.

Tuo figlio Fabrizio lavora nel settore giovanile della Salernitana. Lo fa perché è bravo o perché è tuo figlio?

“Oh, siamo al limite del volontariato. Va a rimborso spese”.

Dimmi qualcosa senza che te la chieda.

“Voglio ringraziare tutti i collaboratori della società, tutti quelli che non hanno un volto. Sono preziosissimi”.

Come e quanto il diesse?

“Rispondi tu”.

 

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