Fiducia e sostegno: sarà una Salernitana competitiva! Ma serve un acquisto top in difesa

Pochi giorni alla partenza per il ritiro e punto interrogativo per quanto riguarda il mercato della Salernitana. Il ridimensionamento del budget annunciato dalla società lascia intendere che, almeno in una prima fase, non si andrà sul calciatore di livello e si punterà soprattutto sui giovani. Al sottoscritto la strategia del prestito con diritto di riscatto senza per forza acquistare il cartellino piace. E se poi spendi tanti soldi per un atleta che si rivela un flop? Meglio cautelarsi, evitare spiacevoli sorprese e sborsare fuori milioni di euro a fine anno e con qualche certezza in più. Chi lo dice, ad esempio che il Cambiaghi di turno garantisca lo stesso rendimento di Empoli in una piazza diametralmente opposta come quella di Salerno? A nostro avviso le cose andranno grossomodo così: prime settimane di studio e con qualche innesto giovane o dai campionati stranieri, punto della situazione ad inizio agosto e poi 2-3 giocatori “alla Candreva” una volta capito il destino di chi è attualmente in rosa ma vanta numerose richieste. E’ chiaro che tutto ruoti attorno a Dia. Un grande attaccante deve arrivare a prescindere dal futuro del centravanti senegalese, di fatto unico a segnare dei 5 elementi offensivi della rosa. Ma un conto è lavorare sapendo di trattenere un bomber di livello assoluto, un altro è incassare qualche milioncino da spendere e partecipare al classico valzer delle punte che può sempre regalare gradite e inaspettate sorprese. Un addio di Dia, clausola a parte, va messo in preventivo: diciamo sempre, a malincuore, che ad oggi Salerno rappresenta una realtà piccola per la A, che deve consolidarsi e che fungerà (piaccia o no) da trampolino di lancio per gente legittimamente tentata da club di caratura internazionale. Come accaduto con Sousa, verrebbe da aggiungere. A costo di essere ripetitivi, invece, ribadiamo la necessità di intervenire in difesa. Lovato non convince, Daniliuc e Pirola sono di prospettiva ma non possono garantire un rendimento costante per 38 giornate, Bronn è una discreta riserva, Fazio è fermo da 8 mesi e la colonna Gyomber ha purtroppo mostrato qualche fragilità muscolare. Uno esperto, di valore, magari bravo nel gioco aereo per arginare la carenza sulle palle inattive a sfavore serve come il pane e se il bravo De Sanctis è di parere opposto si assume comunque una responsabilità non da poco.

E i partenti? Chi vi scrive ha espresso già la sua opinione sulla questione agenti: facile bussare alla porta e battere cassa quando si gioca bene, perchè non accade lo stesso se non si rende? Bravo e coraggioso Iervolino a uscire allo scoperto, appoggiato anche dalla Lega A e da altri colleghi. Non sarà battaglia contro i mulini al vento, questo ci rassicura. Riteniamo che Sepe, da persona intelligente, alla fine capirà di dover fare la valigia: nel merito una metaforica tiratina d’orecchie andrebbe fatta anche a chi, osannato a prescindere, gli ha sottoposto un contratto di 5 anni da 1,2 milioni di euro netti. Un errore clamoroso. Altro che “ringraziatemi perchè vi ho portato un calciatore a Salerno quando non voleva venire nessuno”: chi avrebbe proposto una somma del genere a chi era terzo portiere in B e reduce da una retrocessione a suon di gol subiti? Per fortuna Iervolino ha fatto esperienza anche sotto questo aspetto e ci penserà bene prima di garantire un quinquennale ad un giocatore assolutamente normale e ben inferiore ad Ochoa. Quello di Simy è un discorso diverso, da affrontare con onestà intellettuale. Alzi la mano chi, due anni fa, aveva contestato l’arrivo di un attaccante da 40 gol in due anni, preso senza una società e con budget prossimo allo zero. Facile parlare a posteriori, di fatto oggi c’è un separato in casa che guadagna tantissimo e che ha fatto flop sia a Parma, sia a Benevento. Paradossalmente pare più semplice trattenere Dia che collocare altrove Simy a titolo definitivo. Se per gli atleti valessero i doveri quanto i diritti, forse il club potrebbe agire in modo diverso.

Ad ogni modo siamo certi che, al primo settembre, la rosa sarà competitiva a patto che vengano messi in preventivo investimenti. Perchè un Bellanova a 7 milioni è un affare, parliamo di cifre assolutamente normali per la categoria. E non fare un tentativo per un D’Ambrosio o un Sansone svincolato appare una forzatura. Perchè ok i giovani, ok le scommesse, ok il talento dall’estero, ma la Salernitana si è salvata alla grande con Ochoa, Gyomber, Coulibaly, Candreva e Dia. Non con Valencia, Botheim, Bronn, Lovato, Daniliuc e Nicolussi Caviglia. Chiudiamo con una riflessione sulla vicenda De Giovanni. Il sottoscritto ribadisce la necessità di stendere un velo pietoso e non si appassiona a questioni extracampo che garantiscono solo pubblicità a certi personaggi. Ma dispiace che Iervolino, alle tv e alle radio napoletane, non perda occasione per schierarsi dall’altra parte. Qui nessuno ha minacciato nessuno nè ha imposto di non presentare libri, è chi offende e provoca Salerno, i salernitani e la Salernitana da due anni che si sente libero di dire qualunque cosa e poi scade nel vittimismo se si replica a dovere. Ci vorrebbe da parte di tutti un atteggiamento volto a tutelare esclusivamente i colori granata e la tifoseria, senza voler per forza scadere nel buonismo, rispettando le storiche e sacrosante rivalità sportive ed evitando demagogia di ogni genere. E se si fa la battaglia agli agenti che creano problemi, sarebbe coerente anche prendere le distanze da chi incontra il tuo allenatore in gran segreto dopo aver detto che “non incontro tecnici impegnati”. O quando c’è di mezzo il colore azzurro la questione di principio non vale?

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