Fischi per tutti in un Arechi sempre più vuoto

Fischi per tutti in un Arechi sempre più vuoto

Fischi per tutti, dalla società all’allenatore senza risparmiare i calciatori. Una settimana dopo il discorso degli ultras in quel di Battipaglia incentrato sulla soddisfazione per l’impegno profuso e il gioco prodotto, ecco che la gente manifesta civilmente, ma con fermezza la propria delusione. La performance nel derby e il pareggio casalingo contro l’Ascoli hanno alimentato un clima di malcontento che, in realtà, serpeggia da diversi mesi negli ambienti del tifo granata al punto che uno stadio fortino inespugnabile si è trasformato in una cattedrale nel deserto. Appena 5500 spettatori, nemmeno ai tempi della serie D si registravano dati così bassi al botteghino. Anche tanti degli abbonati hanno deciso di restare a casa, scoraggiati anche da un orario che ha danneggiato commercianti e lavoratori. Proprio quando l’apporto della gente dovrebbe fare la differenza ecco che la stragrande maggioranza dei tifosi abbandona la nave, pronta eventualmente a risalirci dopo un paio di vittorie di fila. Certo, quanto accaduto l’anno scorso ha comunque lasciato un segno indelebile: migliaia di persone hanno sofferto anche fisicamente temendo la retrocessione nell’anno del centenario e si aspettavano una classifica e un rendimento diverso soprattutto dopo l’avvento in panchina di mister Ventura. In attesa di capire se ci saranno prese di posizione ufficiali in caso di mancata vittoria a Cittadella, raccontiamo anche oggi di cori all’indirizzo della società e in particolare contro Claudio Lotito, invitato da molti a lasciare Salerno sebbene non ci siano alternative concrete all’orizzonte. Il patron ha lasciato lo stadio scuro in volto per l’ennesima partita condizionata dagli arbitri, ma la gente è talmente arrabbiata e delusa da far passare in secondo piano una componente che, purtroppo, sta determinando in negativo la stagione del cavalluccio marino. Ad ogni modo un ambiente così freddo, distaccato e demotivato non si notava da decenni ed è questa la cosa che preoccupa di più. Se non si ricrea un clima di simbiosi tra ogni componente si rischia davvero di compromettere un campionato ancora tutto da giocare. Giudicare tutto già al primo dicembre, pur con le attenuanti di un quadriennio negativo, sarebbe un errore. Ma se questa proprietà è nell’occhio del ciclone è perchè, implicitamente, il pubblico ne riconosce grosse potenzialità in termini di soldi e competenza. Basterebbe poco per riaccendere la fiammella.

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