Gondo e una prova da 10 in pagella. Il suo apporto è sempre stato prezioso, ora si pensa alla riconferma

Salire ora sul famoso e proverbiale carro esaltando la prestazione di Cedric Gondo è esercizio troppo facile. Ricordiamo ancora con rammarico i tanti commenti critici nei confronti di un calciatore che, salvo rare eccezioni, ha sempre disputato partite importanti. Quando si giudica l’operato di un atleta, bisognerebbe anzitutto contestualizzare e valutare tanti aspetti. Gondo è giovanissimo, è passato dal Rieti alla Salernitana, era stato preso come quinto attaccante e ha sofferto per gravissimi problemi familiari. Eppure si è ritrovato improvvisamente titolare, in una squadra che ha cominciato a segnare con continuità proprio quando ha formato un tandem di tutto rispetto con Djuric. Ieri, quando è stato espulso Aya, Ventura ha preferito sostituire Jallow e tenerlo in campo. Scelta azzeccatissima, molto logica e quasi scontata. Gondo sa fare reparto da solo, protegge palla, punta l’uomo, svaria su tutto il fronte offensivo e ostenta uno spirito di sacrificio straordinario. Ha fatto una gara perfetta, quasi da 10 in pagella. 5 ammonizioni procurate (è uno dei tre calciatori che, in categoria, ha conquistato più cartellini a favore), avversari saltati come birilli, un paio di colpi di tacco illuminanti, il gol della vittoria che ha coronato una serata magica purtroppo nel contesto spettrale dell’Arechi. Sul web impazza il “Guarda come Gondo…lo”, parodia di una famosa canzone che sta diventando tormentone. Questo ragazzo, estremamente professionale e maturo, meritava 90 minuti da assoluto protagonista.

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