Gravina e quel comma della norma volutamente omesso: tifosi, tranquilli! Salernitana pronta alla battaglia

Gabriele Gravina, senza saperlo, ha fatto un grosso favore a quella ormai sparuta minoranza che, in assenza di argomenti e  ancora sotto shock per la promozione in serie A, è riemersa sui social appoggiando la tesi del “domani piove, ma lo sapevo dai mesi scorsi”. Prima si diceva che “con la multiproprietà non si può andare in serie A”, ora hanno fatto tutti una brutta figura e il ritornello è cambiato: “Si poteva vincere il campionato, ma saremo estromessi”. Del resto, in linea teorica, le parole del presidente della FIGC Gabriele Gravina non lasciano spazio a dubbi: entro il 25 giugno Claudio Lotito dovrà cedere le sue quote, altrimenti la Salernitana (ma anche la Lazio) non sarà ammessa al torneo. Nessuna proroga, sebbene non venga mai menzionato il nome di Marco Mezzaroma: eppure, ad oggi, sussiste ancora quel folle divieto per gli affini, una regola tutta italiana che, in tempi di crisi economica, penalizza imprenditori virtuosi. Il signor Gravina pensasse alla Juventus, all’Inter, a tante altre realtà indebitate fino al collo e che, in un contesto normale, non verrebbero nemmeno iscritte. Pensasse che anche avere due fratelli su panchine diverse nel medesimo campionato può rientrare nel cosiddetto conflitto di interessi, pensasse a fare una riforma seria per rendere competitivi i campionati. E, se proprio vuole parlare di regolamenti, li leggesse tutti, non solo la parte che gli conviene. Il famoso articolo 16 bis delle Noif, infatti, dice anche che “Non si dà luogo alle sanzioni di cui al comma 3 [fra le quali l’esclusione dal campionato, n.d.r.] qualora il controllo derivi […] da altri fatti non riconducibili alla volontà dei soggetti interessati”. Tradotto: Lotito è obbligato a mettere in vendita le sue quote, se non ci sono acquirenti o se nessuno offre quanto richiesto non è una sua responsabilità. Pertanto minacciare l’esclusione della Salernitana (la qual cosa non meraviglia, assolutamente) serve soltanto a gettare acqua sul fuoco e a ringalluzzire chi, per dieci anni, si è aggrappato a qualunque teoria pur di sminuire l’operato del club. Gente che aveva perso la voce e che oggi ritrova fiato, nell’eterna attesa di una trattativa annunciata…ma che ad oggi non è mai esistita.

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