I social si sfogano, l’Arechi applaude: i veri tifosi sanno che sarà una stagione difficile

Dopo un anno di successi, quasi non sembrava vero a determinati personaggi poter tornare in auge sui social e riproporre quei tormentoni tipici di un repertorio che era stato accantonato malvolentieri quando la Salernitana fu regolarmente iscritta al campionato. Gli stessi che avevano illuso la piazza parlando di cambio societario immediato e che oggi dovrebbero dare ben altri tipi di spiegazione. Ma la memoria corta, e talvolta la cattiva fede, consentono davvero a chiunque di strumentalizzare la passione della gente e guadagnare consensi a scapito della nostra squadra del cuore. E così chi invocava l’addio dei “romani”, oggi chiede investimenti milionari dimenticando che non c’è un presidente di riferimento. Altri dispensano consigli di natura tecnico-tattica a Castori, allenatore che ha collezionato oltre settecento panchine in carriera e che certo non ha bisogno di consigli di costoro. Coverciano non è poi così distante, potrebbero iscriversi al corso e dimostrare sul campo la bontà delle loro idee. E poi l’immancabile “Siamo già retrocessi”, gli stessi che una settimana fa apprezzarono la prestazione di Bologna e ritenevano bastassero un paio di ritocchi per salvarsi senza problemi. Dalle stelle alle stalle, dunque, come al solito. Proprio ora che equilibrio, razionalità e passione dovrebbero essere le linee guida per una stagione appena iniziata e che conta altre 36 partite da giocare. Per fortuna i veri tifosi della Salernitana hanno capito il momento e non drammatizzano. Sono tutti dispiaciuti e amareggiati per lo 0-4 interno e per il pessimo secondo tempo, intendiamoci, ma chi pensava sarebbe stata una passeggiata di piacere vive evidentemente su un altro pianeta. I 15mila dell’Arechi, affranti ma con la testa sulle spalle, hanno applaudito tutti dando un segnale di sportività e di maturità incredibile. In attesa del rientro degli ultras (che potrebbe essere meno lontano del previsto), ecco che la torcida granata si stringe compatta al fianco dei propri beniamini per non farli sentire soli, per trasmettere un messaggio di positività proprio ora che la paura di un Benevento-bis aleggia sulla testa di ciascuno di noi. Il tempo per recuperare c’è, l’Arechi dovrà tremare ed essere decisivo negli scontri diretti e non nel confronto impari con le big. E i paragoni con il campionato 98-99 non reggono: negli anni il livello tecnico si è abbassato di brutto e le neopromosse fanno fatica con le prime della classe, fatta eccezione per qualche exploit che spesso non evita la retrocessione. Non si disperda il clima di ritrovato entusiasmo respirato in queste settimane: è anche dalla forza dell’ambiente che passa la salvezza dei granata.

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