Il giallo a Ba e non a Bruccini conferma che la sostituzione non era stata autorizzata

Con il passare delle ore il caso Cosenza sembra sgonfiarsi. La società calabrese, che ha giocato con 12 calciatori senza segnalare l’anomalia all’arbitro (nè ci è sembrato abbiano fatto di tutto per far capire a Bruccini che dovesse uscire), asserisce ancora che l’ammonizione rifilata a Ba sia ingiusta e abbia pesantemente condizionato il resto del match (circa 18 minuti) dal momento che il centrocampista è stato successivamente espulso per aver commesso un brutto fallo su Tutino. Premesso che le immagini DAZN mostrano che Ba entra in campo come una scheggia per fatti suoi senza aspettare che il compagno abbandonasse il terreno di gioco (fattispecie che conferma la bontà della decisione di Dionisi) e senza l’ok del quarto uomo, aggiungiamo anche che l’atteggiamento successivo assunto dal fischietto abruzzese va tutto a favore della Salernitana. Se avesse ammonito Bruccini per la mancata uscita dal campo, indirettamente avrebbe ammesso di aver autorizzato la sostituzione. Invece il cartellino giallo è stato estratto ai danni di Ba, come ha spiegato anche l’ex arbitro Marelli attraverso la sua gettonatissima pagina facebook: “Nel momento in cui una squadra si trova con 12 calciatori in campo, alla prima occasione utile il gioco si sospende per ammonire il giocatore in sovrannumero”. Inoltre in quel lasso di tempo non è accaduto nulla di rilevante: insomma, non basta assodare l’errore tecnico, ma anche certificare che quella svista ha obiettivamente penalizzato il Cosenza. Una montagna da scalare per l’avvocato Di Cintio, mentre la Salernitana si dice tranquilla e attende la non omologazione del risultato soltanto perchè da prassi funziona così. La sensazione è che i tre punti siano in cassaforte e che, anzi, il Cosenza possa ricevere quantomeno un rimprovero per condotta sleale. Del resto sono loro ad aver giocato in 12 senza che un calciatore lasciasse il terreno di gioco. Il giallo a Ba e non a Bruccini, comunque, è la prova provata che la sostituzione non era stata autorizzata e certamente un referto (che è l’unica cosa a far testo) non comprenderà divergenze tra assistenti, arbitro e quarto uomo. Strada in discesa, dunque. Ma un fastidio che comunque era meglio evitare, soprattutto nell’epoca in cui tutti si sono riempiti la bocca parlando di lealtà sportiva.

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.