Il lato comico del derby: provincia di Salerno che canta contro Salerno. E a Napoli è pensiero fisso…

La scorsa settimana la nostra redazione ha raccontato il derby in tutte le salse. Impossibile avvicinarsi a una delle gare più sentite in assoluto – su entrambe le sponde – senza quel trasporto emotivo che rende l’attesa più bella dell’evento agonistico in sè. Tanti gli argomenti trattati, con obiettività pur senza nascondere la nostra fede granata e la speranza di tornare a casa con un risultato positivo e con un altro sgambetto ai campioni d’Italia dopo la prodezza di Dia che ammutolì i 60mila del Maradona e che rappresentò un boccone amarissimo da ingoiare. Dalle dichiarazioni dei doppi ex agli gli aggiornamenti sulla prevendita, passando per le parole di colleghi sponda partenopea e per quegli “aiutini” che hanno spianato la strada agli azzurri. E ancora: l’ordine pubblico, la presenza dei tifosi ospiti, il possibile esonero di De Sanctis e le parole dei due allenatori in sala stampa.

Abbiamo notato, senza alcuno stupore e con piacere, che il nostro portale sia stato particolarmente seguito anche dai supporters di fede azzurra. Quelli che dicono di “non calcolarci” ma che vivono la Salernitana come un pensiero fisso. Basta fare un giro su facebook per leggere una marea di commenti volgari e offensivi, con l’augurio di tornare in serie B e qualche pagina facebook anonima gestita da qualche idiota che ironizza su eventi drammatici. Obbligatorio da parte nostra salutare con affetto il gruppo “A tua difesa”, popolato da centinaia di utenti che ci hanno riempito di complimenti ostentando una cultura oxfordiana. Alto livello, davvero. Un po’ come chi ha mangiato a scrocco e poi ha pubblicato video di insulti. Che tristezza.

Il classico “sfottere ma non voler essere sfottuti”. Non osiamo immaginare cosa avrebbero detto a Napoli se la Juventus li avesse battuti con un gol irregolare come quello di Raspadori, tanto per fare un esempio. E chi ancora attacca per “eccesso d’esultanza” per il pareggio di Dia, probabilmente era in piazza a gioire quando i bianconeri perdevano le finali Champions. Quella competizione che forse a Salerno non vedremo mai, ci mancherebbe, ma che resta miraggio anche per chi si sta abituando a partecipare senza poter nutrire chissà quale ambizione.

Ma l’ultimo pensiero sul derby di sabato scorso lo riserviamo a un argomento quasi comico. Perchè quando abitanti della provincia di Salerno cantano contro Salerno non si può che sorridere e provare simpatia. Non sono passati inosservati i drappi con la scritta “Eboli (NA)” e “Scafati azzurra”, gente che si è definita “partenopea”, che augurava la serie B alla tifoseria granata e che, senza una squadra di livello nel proprio paese, ha preferito concentrarsi sui più forti. Alcuni degli “ospiti” siamo certi saranno ancora all’Arechi tra qualche settimana con le sciarpe bianconere, rossonere o giallorosse a seconda della big. Fa parte del gioco, va bene così. Ma l’identità e il senso d’appartenenza sono altra cosa, sentimenti sconosciuti a molti ma che dovrebbero essere alla base della passione calcistica.

Ognuno tifi per chi vuole, ci mancherebbe. E se cantare “Chi non salta è di Salerno” aiuta a star meglio ben venga. Quel che conta è che il dato del settore ospiti sia stato un mezzo flop rispetto alle attese. Evidentemente, al netto delle limitazioni legate alla Fidelity Card, non è vero che la provincia sia questo feudo azzurro tanto decantato sui social. C’è soltanto una minoranza rumorosa che, nella realtà, rappresenta pochissime persone.

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