Il mondo del tifo piange Matteo Leone: destino infame per un giovane amato da tutti

La sua storia aveva commosso tutti, senza saperlo era diventato l’esempio da seguire per tante persone che combattevano – e combattono – la stessa battaglia. Matteo Leone era un giovane come tanti, con sogni nel cassetto, una famiglia meravigliosa, una fidanzata che lo amava tanto e un gruppo di amici con cui condivideva la smisurata passione per la Salernitana. Tempo fa una diagnosi infausta: leucemia. Paura, lacrime, ma anche la voglia di non arrendersi e di sconfiggere quel brutto male. Ci riuscì, a testa alta, con orgoglio e con un atteggiamento sempre propositivo e positivo. Un coraggioso, un grande uomo. La promozione in A dei granata lo aveva ripagato di tanti mesi difficili, fino a ieri mattina abbracciava chiunque incontrasse per strada per condividere la gioia immensa per il salto in massima serie. Sempre in prima linea per aiutare il prossimo, sempre con un sorriso e una pacca sulle spalle. Non sapeva che il destino non aveva ancora smesso di accanirsi su di lui. Era uscito di casa per andare a lavoro, ma un tragico incidente gli è stato fatale. La corsa disperata in ospedale in codice rosso, una prima delicatissima operazione per tentare il miracolo, il tam tam mediatico e tante persone che si sono recate all’esterno della struttura pregando per una bella notizia. Alle 2 di stanotte, però, il suo cuore ha smesso per sempre di battere. Una maledizione, lo ripetiamo ancora. Sembra davvero che Salerno e i salernitani non possano godersi un momento di festa. Prima Fulvio, poi Loris. Ora Matteo, Leone di nome e di fatto. Un ragazzo a cui la vita ha tolto tanto, soprattutto la spensieratezza tipica dei giovani. La Salernitana era stata la sua forza, la Sud una seconda casa che seppe coccolarlo quando era costretto a sottoporsi a duri cicli di chemio. L’incubo sembrava alle spalle, ma la beffa era dietro l’angolo e oggi tutti piangiamo per un dramma che fa sanguinare ancora di più una ferita già molto profonda. Siamo anche stanchi di riproporre la metafora della curva del Paradiso, davanti a queste cose ormai restiamo senza parole e ci chiediamo semplicemente…perchè? Un abbraccio fortissimo alla mamma, al papà Emilio, ai familiari, alla fidanzata, ma lo estendiamo all’intera torcida granata. Una tifoseria che sta versando troppe lacrime di dolore, proprio ora che doveva essere solo gioia. Destino bastardo e maledetto! Ciao Matteo…

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.