Il punto sulla 33^ giornata del campionato di serie B

Nel pieno dell’estate ribolle e risplende il torneo cadetto tra scoppiettanti partite ricche di gol e di capovolgimenti in classifica, decretando un altro verdetto, dopo la promozione del Benevento in serie A ed in vacanza da due turni (pareggio interno per 1 a 1 contro il Venezia che respira nelle zone basse), ma stavolta in negativo, ovvero l’amara retrocessione aritmetica del Livorno in serie C a seguito della sconfitta interna al Picchi per 2 a 1 con la Cremonese.

Vola in seconda piazza verso la serie A il Crotone di Stroppa che stravince sul difficile campo di Cittadella imponendosi per 3 a 1 con una doppietta di Messias e sigillo del solito Simy lanciato alla caccia del primato nella classifica cannonieri, dove il bomber Iemmello resta in testa con il ritorno alla marcatura nel pareggio roboante di emozioni per 2 a 2 tra Pescara e Perugia all’Adriatico. L’ennesimo cambio in panchina per i delfini abruzzesi con Sottil non sortisce effetti incisivi.

Il Pordenone supera di misura con una rete di Ciurria il Pisa ed insegue i Pitagorici nel tentativo di strappare una sorprendente promozione diretta.

Anche lo Spezia che travolge il disperato Cosenza per 5 a 1 ambisce a sogni promozione.

Invece, cade ancora una volta il Frosinone 2 a 0 ad Empoli sotto i colpi di un rinato Ciciretti, mentre il Chievo Verona frena in casa facendosi rimontare l’iniziale vantaggio da un Trapani mai domo. Va rimarcata nei siciliani la prestazione del portiere Carnesecchi classe 2000, scuola Atalanta, talento emergente di grandi prospettive che pur essendo molto alto (m. 1,93) se la cava alla grande giocando bene anche con i piedi.

Ancora, la Juve Stabia prende un punto in casa che non serve a molto contro l’Entella di Boscaglia.

Infine, crolla ad Ascoli una Salernitana irriconoscibile per oltre un’ora che va sotto di tre reti e poi tenta nei trenta minuti finali una rimonta impossibile accorciando prima con Kiyine su rigore ed il solito Djuric e poi sfiorando con assalti all’arma bianca per ben due volte il pareggio nel recupero. Dal naufragio si salva soltanto un generoso Lopez.

La netta sconfitta ha mostrato una Salernitana caratterialmente fragile ed inceppata nei meccanismi, ma siccome mancano ancora cinque giornate al termine occorre mantenere i nervi saldi per non perdere l’obiettivo play off ancora raggiungibile a patto che ci sia una svolta mentale nel gruppo che non può concedersi amnesie ripetitive e deleterie.

L’amarezza e la delusione sono evidenti, ma non bisogna lasciarsi assalire dallo sconforto, del resto il tempo, le risorse e la forza per rimediare ci sono ancora.

Però, si denota che a questo gruppo per contingente carenza di determinazione, di attenzione e di ferocia agonistica manca  continuità e ritmo costante nei tempi e nella fluidità della manovra anche in fase di non possesso che fanno perdere l’equilibrio della movimentazione del centrocampo in velocità ed in qualità nelle due fasi (offensiva e difensiva). Non è questione di moduli o di schieramenti tattici, ma di motivazione, di intensità e di maturità che limitano un organico che sulla carta secondo gli addetti ai lavori è molto competitivo.

Adesso è l’ora di rimanere tutti uniti e compatti, senza dare spazio a forme di esasperazione riprendendo le dovute motivazioni ed attenzioni.

Nella prossima gara all’Arechi con il Cittadella si dovranno ritrovare gli stimoli giusti e le energie adatte per risalire in concentrazione nell’applicazione dei dettami impartiti dal navigato trainer Ventura al fine di dimostrare effettivamente che il lockdown è finito veramente.

Avv. Silvestro Amodio

Salerno Club 2010

 

 

 

 

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