Il riscatto di Mamadou Coulibaly: con l’Atalanta prova da campione

Tutti abbiamo rimarcato l’ottimo impatto di Ribery, il sorprendente esordio di Gondo e lo strapotere fisico di Stranberg. Davvero un gran bell’acquisto. Ma il migliore in campo della sfida contro l’Atalanta è stato senza dubbio Mamadou Coulibaly. Il centrocampista, che a Torino era stato uno dei peggiori in campo, si è totalmente riscattato confermando di essere elemento di categoria –  e con ampi margini di miglioramento – quando schierato in una mediana a due e non da mezz’ala. Ieri non è stato solo il “catturapalloni” che ormai Salerno ha imparato a conoscere ed apprezzare, ma ha deliziato la platea con alcune giocate d’alta scuola che hanno messo in enorme difficoltà tutti i giocatori della più quotata Atalanta. E l’Arechi sarebbe metaforicamente venuto giù se, al 25′, il pallone calciato da 30 metri fosse entrato in porta: un missile strepitoso, per coordinazione e coraggio, infrantosi purtroppo sulla parte alta della traversa. E al 90′, quando la stanchezza si è fatta sentire, era ancora lì a macinare chilometri, ad incitare i compagni, a proporsi in avanti sperando nel guizzo giusto per il pareggio. Facile prevedere sarà un titolare inamovibile della Salernitana, club che ha deciso di dargli ancora fiducia e che a gennaio, risolta la querelle societaria, lo acquisterà a titolo definitivo per una cifra vicina ai 2 milioni. Un’altra scommessa vinta da Castori.

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.