“La A non può perdere una tifoseria così”: complimenti anche a Milano. E DAZN…

Dire che “alla fine vincono solo i tifosi” può sembrare ormai una frase fatta. In realtà, però, l’unico punto di forza di questa squadra in caduta libera è rappresentato dallo straordinario pubblico di fede granata. Anche a Milano erano in 4000, forse qualcosina in più. Incoraggiamento continuo, cori anche sullo 0-2, uno smisurato senso d’appartenenza e l’ennesimo doppio segnale: a chi ha lasciato la Salernitana in balia di un guazzabuglio giudiziario sfociato in un mercato insufficiente e a chi, si spera, acquisterà il club nelle prossime settimane con la consapevolezza di rappresentare una piazza che, quanto a calore, non ha nulla da invidiare a nessuno. Il settore ospiti era stracolmo, uno spettacolo che ha lasciato a bocca aperta anche la curva rossonera. “Possibile che gli ultimi in classifica abbiano un seguito del genere?” e “E’ un vero peccato che la serie A rischi di perdere un pubblico del genere” due dei commenti letti sulle pagine social dedicate al Milan, segnale di grande sportività da parte di chi non ha potuto non riconoscere la maturità della Sud.

Sono arrivati da ogni parte d’Italia, qualcuno addirittura dalla Spagna. Senza dimenticare le rappresentanze di Roma, Milano, Firenze, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Udine e Ottaviano. Una carovana granata consapevole della difficoltà della partita, ma comunque speranzosa di lasciare la scala del calcio a testa alta e non con l’ennesima prestazione umiliante. Neanche il tempo di ascoltare l’annuncio delle formazioni che l’urlo “Salerno” ha squarciato il silenzio, stupendo i cronisti di DAZN presenti a bordo campo. A tal proposito una parentesi obbligatoria: non inquadrare mai il settore ospiti è gesto incomprensibile, già a Roma era accaduta una cosa del genere. Stavolta, però, sono arrivati i complimenti in diretta: “Non hanno smesso un secondo di cantare, da casa sicuramente vi renderete conto del grande tifo del pubblico granata. Una grande risorsa che la Salernitana dovrà sfruttare per coltivare il sogno salvezza”. Bastasse solamente il dodicesimo uomo, il cavalluccio lotterebbe per lo scudetto. E purtroppo l’assenza, in gruppo, di leader tecnici e caratteriali non consente di trasformare questa grande spinta in una cattiveria agonistica da riportare in campo anche in segno di rispetto. A fine gara fischi per tutti e il coro “meritiamo di più”, una parte della curva ha intonato slogan contro il direttore sportivo Angelo Fabiani auspicando un cambio radicale ai vertici societari. Ma, accantonata rabbia e amarezza, siamo certi sarà caccia al biglietto anche per il match di Firenze.

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