La forza della Salernitana? I 10mila di ieri! Sui biglietti omaggio…

Più passa il tempo, più ci rendiamo conto che gli appelli e le chiamate a raccolta andrebbero evitati. Sfatiamo una volta e per tutte questo falso mito dei ventimila dell’Arechi: le epoche sono cambiate, il senso di appartenenza è andavo via via scemando per innumerevoli motivi, la televisione fornisce eventi di livello ogni cinque minuti e il “doppiofedismo” è caratteristica predominante in tanti giovani che preferiscono sostenere i campioni della A e le squadre che vincono sempre. Se aggiungiamo la crisi economica che non permette alle famiglie di spendere soldi per lo sport possiamo comunque affermare che toccare quota 10mila per un match di serie B non è roba da poco. Certo, da una piazza come Salerno ci si aspetta sempre di più. L’organico è competitivo, si giocava di domenica alle 15, c’era l’occasione di andare primi in classifica, si affrontava una big come il Frosinone e vedere tutti quegli spazi vuoti sugli spalti ha messo tristezza, soprattutto perchè due settimane fa in 18mila decisero di assistere dal vivo al derby col Benevento ostentando un amore che, evidentemente, non era così incondizionato.

Oggi l’elogio va ai 9800 di ieri, quelli che non hanno bisogno dell’acquisto ad effetto, della promozione in serie A o del calcio spettacolo per amare la Salernitana. Questa gente sostiene la maglia a prescindere da tutto, è quel muro umano che darà forza, punti e vittorie ad un gruppo che sta meritando la fiducia del suo popolo. Gli ultras hanno cantato e tifato dal riscaldamento al 95′, i club organizzati e la provincia si sono mossi in massa, qualcuno è arrivato da Roma, Modena, Firenze e Milano. Saranno loro a poter chiedere di più quando si attraverseranno momenti negativi, saranno loro a godersi i successi se la Salernitana continuerà ad occupare queste posizioni di classifica. In attesa di capire se in futuro la società e l’area marketing proporranno qualche iniziativa coinvolgente ed efficace, registriamo alcune lamentele ai botteghini. La coda per il ritiro accrediti era piuttosto lunga e, a quanto pare, non c’erano solo gli sponsor o le istituzioni. Sarebbe opportuno che la proprietà diminuisca queste agevolazioni e che tutti abbiano gli stessi diritti e doveri anche per evitare lamentele e dietrologie.

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