La grande festa del Salerno Club 2010: “Offesi per due anni, ora ci godiamo un sogno”. Presente la Salernitana

Nel corso di questi anni lo sfogatoio social ha consentito a tante persone di esprimere giudizi molto spesso diffamatori nei confronti di tifosi che hanno sempre dimostrato attaccamento alla maglia granata. Del resto non dobbiamo essere certo noi a spiegare chi sia Salvatore Orilia o cosa abbia fatto il Salerno Club 2010 in questo decennio ricco di emozioni ma anche di spaccature. Perchè chi inventa palle per un anno e mezzo gode di un certo seguito, chi conia slogan ormai ripetitivi come “dignità”, “galleggiamento” e “via i romani da Salerno” viene ritenuto ancora credibile, mentre i gruppi che hanno sempre spinto la Salernitana specialmente nei momenti difficili sono costretti a leggere roba di ogni genere. Ovviamente tramite facebook, perchè nessuna di queste pecore da tastiera ha avuto il coraggio di parlare in faccia. E oggi che hanno avuto ragione si godono la promozione in serie A, incassando anche il ringraziamento della società, della dirigenza e dello staff tecnico “perchè questo trionfo è anche merito vostro. Ci avete bacchettato quando necessario, ma l’affetto e l’amore che provate per la maglia granata ha spinto la proprietà a gettare il cuore oltre l’ostacolo per ricambiare la vostra fiducia”. Ieri sera, in un noto locale della provincia di Salerno, è andata in scena una festa bellissima, nel pieno rispetto delle normative anti-Covid e con ospiti d’eccezione. Tutta la famiglia del Salerno Club 2010 ha inteso vivere qualche ora all’insegna del divertimento, della passione sportiva, dell’aggregazione e dell’amicizia meritando la presenza massiccia della Salernitana. C’erano i patron Lotito e Mezzaroma,  il ds Fabiani, l’avvocato Capobianco, i dirigenti Avallone e Bianchi, Manolo Pestrin e i calciatori Tutino e Di Tacchio, accolti da fumogeni, striscioni e bandiere. Lo spettacolo pirotecnico e il tradizionale taglio della torta hanno chiuso una serata indimenticabile, una sorta di abbraccio collettivo tra persone che hanno sofferto per anni e che ora possono esplodere in un’esultanza liberatoria. “Ce ne hanno dette di tutti i colori” lo sfogo totalmente comprensibile di Orilia “ci hanno chiamato collusi, lecchini, portaborse, hanno detto che regaliamo orologi di marca e che il nostro addetto stampa è proprietario di un negozio in centro. Voglio dire a queste persone che abbiamo avuto ragione noi, che le loro offese le rispediamo al mittente. Potremmo toglierci tanti sassolini dalle scarpe, ma preferiamo rinnovare il nostro appello all’unità. L’anno prossimo il nostro stadio deve tornare ad essere un fortino, anche per le grandi è difficile fare risultato a Salerno se l’Arechi è unito e prende esempio dai gruppi ultras. Solo insieme possiamo aprire un ciclo, intanto molte persone che a stento mi salutavano oggi mi abbracciano per strada ed esultano per la serie A. Preferisco non aggiungere altro”.

Con il passare del tempo il locale è diventato una succursale della curva Sud, con “Vattene Amore” in sottofondo e cori da stadio dedicati a Gennaro Tutino (che ha chiesto espressamente e pubblicamente di restare a Salerno anche l’anno prossimo, magari a titolo definitivo) e al capitano Francesco Di Tacchio. Ovazione per mister Castori, considerato l’artefice principale di un miracolo sportivo “perchè ha saputo metterci la faccia, accettare la proposta in un momento difficilissimo isolando il gruppo dalle critiche. Il nostro allenatore resterà per sempre nei nostri cuori, ora deve scrivere un’altra pagina di storia: consentire alla Salernitana di salvarsi e mantenere la categoria”. Alla spicciolata hanno preso parola tutti gli esponenti della società, con Claudio Lotito scatenato: “Vi siete fidati di voi, avete fatto la scelta giusta. Dall’Eccellenza senza nemmeno una sede per fare le riunioni alla serie A, non so se sia mai successo nella storia del calcio a livello mondiale. L’attaccamento alla maglia dei salernitani è commovente, ormai mi sento uno di voi e spero che questo risultato consenta di ritrovare serenità e di capire che io e mio cognato, contestatissimi, abbiamo sempre operato con passione, amore e buona fede”. “E’ bellissimo ritrovarsi qui con tanti amici” ha aggiunto un commosso Mezzaroma “è nel nostro interesse trovare una soluzione valida affinché la nostra squadra possa regalare altri 10 anni di livello”. Naturalmente il siparietto più simpatico è stato quello con il direttore sportivo Angelo Fabiani. Finalmente, dopo tre anni di sfottò, il coro sul “direttore che ci porta in serie A” può riecheggiare nelle strade di Salerno e provincia alla faccia di chi, anche oggi (rosicando palesemente), non ha perso occasione per gettare fango sulla miglior società di sempre (per risultati  e gestione economica) e su un club che è diventato punto di riferimento per tantissime persone, composto da professionisti seri, da tifosi autentici senza interessi e da chi è ripartito dalle trasferte di Marino con smisurato amore. E allora complimenti al presidente Orilia, all’addetto stampa Andrea Criscuolo e alla sua splendida famiglia, a tutti i soci (un abbraccio particolare a Vittorio Ruggiero, Antonio Zamboli, il grandissimo Ciro che è stato il fondatore del movimento ultras a Salerno e Bruno Voto) e a chi ha saputo credere in questo sogno che inizia con la prima lettera dell’alfabeto. Più forti di calunnie, attacchi gratuiti e invidie. Perchè chi oggi perde tempo a riproporre foto con sciarpe rossonere o persegue nella via delle illazioni sta semplicemente soffrendo per l’ennesima vittoria del duo Lotito-Mezzaroma. E di tutti i veri tifosi della Salernitana. Quelli che non inventano trattative per accaparrarsi click e che ci hanno messo sempre e comunque la faccia.

 

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