La Padula: “La multiproprietà incide sull’umore della piazza”

“Purtroppo solo a Salerno non possiamo parlare di promozione per il noto problema della multiproprietà. A Cittadella non sono andato per problemi di salute, ma c’erano i ragazzi del mio club e mi sono tenuto in contatto diretto. So che ad un certo punto non hanno visto più la partita, conosco i contenuti del confronto in aeroporto. Mi sembra inutile parlare del dato tecnico, mi soffermerei sull’andamento della nostra amata Salernitana che ogni anno, nello stesso periodo, vive la stessa involuzione. Ci sono 42 giornate e siamo quasi costretti a commentare le partite, ma il ragionamento è sempre lo stesso: abbiamo perso 10-12mila spettatori nel giro di due mesi, molti si sono allontanati per la mancanza di programmazione, di affetto, di volontà e di programmazione. O sono tutti pazzi quelli che restano a casa o chi fa calcio a ragione: mi piacerebbe sentir dire “abbiamo sbagliato”, sarebbe già un primo segnale. Qualcuno ha dato la colpa a chi ha disertato, poi torniamo allo stadio e ci accusano per la pressione. Lotito ha detto sempre che loro fanno calcio e noi pallone, no? E allora potremmo raccontare di 4 gol presi in sessanta minuti a Cittadella, dell’errore di Giannetti che forse a gennaio andrà via. Siamo amareggiati e rassegnati“. Così il presidente del club Amici della Salernitana Giovanni La Padula intervenuto durante la trasmissione “Cento+1” organizzata dall’Associazione Freedom.

Mai banale e sempre diretto, La Padula ha proseguito così: “Dopo Cosenza ricordo Firenze che parlava benissimo di Ventura sostenendo che c’era soltanto da imparare. Come mai da novembre in poi non ci si è applicato più? Forse oggi giochiamo io e i miei soci a centrocampo! In due mesi, dacché eravamo secondi in classifica, ci ritroviamo in pieno anonimato e questa situazione si ripete dal 2015. Quando si costruisce una squadra bisognerebbe conoscere le caratteristiche dell’allenatore che viene scelto: mancano tre giocatori di qualità superiore, è evidente. Ventura è un fautore della difesa a 4, ma in organico mancano i terzini. A destra non c’è nessuna soluzione, sono andati via due giocatori in estate e non sono stati rimpiazzati. Non voglio difendere l’allenatore, ci mancherebbe, anche rispetto alle critiche per l’arrivo di Cerci non sappiamo realmente come stiano le cose e mi rifiuto di pensare che chi si allena da cinque mesi non abbia la capacità di giocare per 15 minuti. E’ la stessa storia di Di Gennaro: appena sembra che sia pronto per dare un contributo, puntualmente torna in infermeria. L’unico appunto che gli posso fare è che, dopo 35 anni di esperienza, poteva agire in modo diverso una volta assodato che le cose andavano diversamente da quanto gli avevano prospettato”. 

Il giornalista di Crotone Vincenzo Saporito, intervenuto in diretta, sostiene che Ventura sia un eterno sopravvalutato. La Padula replica così: “A Crotone allena Stroppa, ricordo una sconfitta casalinga per 3-0 col Foggia: la Salernitana dominò, colpì tre legni e uscì sconfitta. E’ l’imponderabile, termine che stiamo ascoltando spesso in questi anni. I punti di vista sono tutti rispettabili, ma dopo aver visto personaggi di ogni genere a Salerno possiamo veramente discutere l’ex commissario tecnico della Nazionale? Con Torrente c’era Donnarumma che giocava ala sinistra, ma di che parliamo?! Nessuno di noi ha la competenza di giudicare un uomo con questo bagaglio d’esperienza, è chiaro che anche lui possa commettere qualche errore. Non si può dire che Ventura sia sopravvalutato. La verità è che non può essere sempre colpa della guida tecnica: o c’è una volontà precisa di non andare oltre o bisogna ripristinare il famoso pulmino e andare a fare un pellegrinaggio perchè siamo sfortunati. Una situazione che si reitera, però, non è frutto del caso e sarebbe necessaria una riflessione seria a 360°. Da quando Lotito e Mezzaroma stanno a Salerno hanno cambiato un sacco di allenatori e di calciatori, ma sono accadute puntualmente le stesse cose: gente che qui cammina, poi va altrove e si riscopre fenomenale. Non vivo dentro lo spogliatoio, ma mi credo una mia verità che è condivisa dalle migliaia e migliaia di tifosi che si sono stancati e restano a casa. Ma  vi ricordate l’episodio di Luiz Felipe? Fece due grandi partite, stava diventando un pilastro della difesa, poi Bollini lo mise terzino sinistro contro il Bari e non lo abbiamo visto più. E’ inutile che Lotito fa il filosofo, Strakosha che oggi gioca in serie A qui buttava i palloni in porta. L’errore di Trapani ve lo ricordate o no?”. 

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