La predizione del Salerno Calcio nel 99, bomber Pantil e Song Bahanag: quando la Salernitana è un videogame

La predizione del Salerno Calcio nel 99, bomber Pantil e Song Bahanag: quando la Salernitana è un videogame

E’ notizia di questi minuti che la serie B versione 2019-20 sarà fedelmente riprodotta dalla Konami su Pes2020, gioco che ogni anno riscuote enorme successo in tutt’Europa e che ha deciso di dedicare ampio spazio al campionato cadetto concentrandosi, in particolare, sulla Salernitana. Nel video di presentazione compare infatti la maglia granata con annesso logo del centenario, una bellissima soddisfazione per la società di Lotito e Mezzaroma e per una tifoseria che sta già aspettando con trepidazione che sia disponibile sul mercato per sbizzarrirsi nei derby con Benevento e Juve Stabia e per provare a conquistare la serie A con i gol di Giannetti, le parate di Micai e i salvataggi di Mantovani. Curiosità: i calciatori dal valore più elevato (tecnico ed economico) saranno Lamin Jallow, Sofiane Kiyine, Thomas Heurtaux e, naturalmente, Alessio Cerci. Le squadre che giocheranno in casa saranno più rapide e si stancheranno di meno: è l’unico modo per simulare il vantaggio del fattore pubblico, quello che proprio dalle nostre parti ha spesso fatto la differenza.

La Salernitana, nei videogames, è stata spesso riprodotta in modo completamente diverso dalla realtà. Tornando ai tempi della Play Station 1, come dimenticare Fifa99 e la Salernitana in serie A: maglia granata con striscia orizzontale nera, Di Vaio bomber indiscusso e quel “Song Bahanag” diventato un autentico tormentone negli anni successivi. Il gioco Premier Manager, invece, predisse che la nostra squadra del cuore avrebbe avuto altro logo, altra denominazione sociale e altro colore di maglia: si chiamava Salerno, divisa viola e nessun cavalluccio marino. La base? 35000 abbonati e la possibilità di portare l’Arechi a 50mila posti alla modica cifra di un miliardo. Come sarebbe stata la Salernitana (anzi, il Salerno) nel 2019? 20 anni dopo resistevano soltanto l’attaccante Santos e David Di Michele (lì considerato centrocampista centrale con compiti di regia), si lottava per la vittoria della Champions trascinati dal centravanti Joseph Pantil. Il primo e forse unico gioco che riprodusse fedelmente l’Arechi fu Premier Manager 2004, sempre Konami stavolta per Play Station 2. Il principe degli stadio era praticamente identico, ben disegnato in tutti i settori. Grazie ad un programma speciale, invece, Pro Evolution Soccer 4 consentì di giocare le partite casalinghe con i veri cori della curva Sud: da “io ti voglio dire” allo sfottò “Noi non siamo napoletani”, senza dimenticare l’immancabile “andate a lavorare” quando le cose purtroppo non andavano bene.

In tempi recenti, invece, sulla XBOX e nel gioco Fifa2017 la Salernitana si chiamava Salerno, lo stemma era una specie di scudo grigio su sfondo viola-granata ed era tra le meno accreditate della categoria al pari di Entella, Cittadella, Trapani e Ternana. Il top player? Alessandro Rosina, seguito a ruota da Bernardini, Laverone e Moro. Il meno quotato? Valerio Mantovani (56 punti su 99) in compagnia dei talenti della Primavera Arcaleni e Patella.

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