La riflessione. Bonazzoli in calo, ma gioca lontano dall’area avversaria. Da quanto non tira in porta?

Vi abbiamo raccontato ieri della possibilità concreta che Federico Bonazzoli possa essere “sacrificato” a gennaio per consentire alla società di operare un nuovo acquisto nel reparto offensivo. Effettivamente il rendimento del “pistolero” non è minimamente paragonabile a quello dell’anno scorso, quando aveva già segnato cinque reti in gare ufficiali pur con una squadra alle spalle assai inferiore a quella attuale. Ma la responsabilità è solo sua? Spulciando le statistiche, possiamo notare che il raggio d’azione è arretrato di almeno trenta metri e che, nel sistema di gioco di mister Nicola, funge quasi da elemento di raccordo tra centrocampo e attacco. Del resto, fatta eccezione per la gara di Udine (dove fu il migliore in campo) e per il match interno con la Sampdoria (gol e assist), ricordate azioni in cui Bonazzoli fosse in area di rigore? Sia chiaro: lo abbiamo criticato soprattutto per un atteggiamento talvolta indolente, del resto in estate nessuno ha dimenticato quella telenovela infinita che spinse il ds De Sanctis ad esporsi pubblicamente con durezza. Ma gli attaccanti forti devono essere messi in condizioni di rendere al meglio. E’ quello che sta accadendo? Ci sono colpe anche del mister? A Nicola il compito di sfruttare al massimo l’ottimo materiale a disposizione senza costringere un potenziale bomber da doppia cifra a giocare da trequartista o sulla fascia…

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