La salvezza acciuffata per i capelli è pur sempre una gioia…

La salvezza acciuffata per i capelli è pur sempre una gioia…

di Enzo Sica

La gioia più bella, una salvezza anche se raggiunta dagli undici metri che ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai tantissimi tifosi della Salernitana. Nessuno voleva pensare (o credere) che questa stagione maledetta potesse chiudersi con una retrocessione che ad inizio torneo era un obiettivo lontano anni luce da una città, da una squadra che sulla carta sembrava pronta per un grande traguardo in serie B. Ma spesso le situazioni si capovolgono, accade tutto e il contrario di tutto. E poi se non ti gira niente per il verso giusto, allora certi pericoli, le preoccupazioni possono davvero farti dei brutti scherzi. E’ chiaro che a monte ci sono le colpe. Che sono innanzitutto della società finita sua malgrado nel mirino di una tifoseria stanca e sconsolata che nell’anno del centenario si aspettava molto di più. E non giungere al 9 giugno, a dieci giorni dalla festa dei cento anni della società granata con una salvezza risicata, acchiappata con i capelli nella interminabile partita al Penzo di Venezia vinta ai calci di rigore.

La squadra ha trovato lo zoccolo duro della tifoseria

La squadra granata dopo tante traversie ha anche ritrovato lo zoccolo duro di una tifoseria che contestava la società e di riflesso faceva mancare l’apporto alla squadra del cuore. E se ci sono state ben sei sconfitte consecutive nelle ultime giornate della regular season queste sono figlie di quella indifferenza, di quelle motivazioni che non c’derano e che hanno portato i granataa in un tunnel dal quale rischiava di non uscire. Il cambio di allenatore proprio nell’ultima giornata di campionato (il terzo stagionale dopo Colantuono e Gregucci) ha ridato anche quel piglio e quella voglia di combattere che erano sparite nel vortice dell’incertezza ma soprattutto nel contesto di una squadra da encefalogranna piatto. E bene ha fatto Leonardo Menichini ad accettare una patata bollente, a credere che questi calciatori andavano motivati, incoraggiati, spinti ad uscire dal guscio.

Ora bisogna costruire qualcosa di importante

E in tre partite, una della stagione regolare e le due del drammatico play out contro il Venezia hanno fatto accorciare le distanze ma soprattutto la squadra ha avuto coscienza dei propri mezzi. A quei mezzi che sono stati determinanti nell’acciuffare a Venezia al quarto rigore battuto da Francesco Di Tacchio e con Alessandro Micai tra i pali che ha neutralizzato il penalty battuto da Bentivoglio quella serie B che stava sfuggendo di mano nella serata che sarà ricordata a lungo dal pubblico salernitano. Ma anche la riconferma per la prossima stagione strappata da Menichini alla società è un chiaro segnale che Lotito, Mezzaroma e Fabiani dopo lo spavento punteranno a costruire qualcosa di importante per questa città. E siamo sicuri che lo faranno volentieri…

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