La storia. Spartani Salernitani, il club nato a ridosso di una retrocessione

Tra i tanti striscioni esposti ieri mattina presso lo stadio Vestuti, non è passato inosservato quello degli Spartani Salernitani. La storia di questo gruppo è nota, gli ideatori (tra cui Vincenzo D’Andria) ricordano che “la Salernitana era ultima in classifica in serie B, oramai destinata alla retrocessione e con il concreto rischio di fallire. Nel nostro piccolo decidemmo di dare una scossa all’ambiente e, sui social, proponemmo una sorta di raduno a Piazza della Concordia. Temevamo potesse essere un flop, invece si presentarono in quasi 100 e da lì nacque l’idea di fondare un club. E’ facile avere entusiasmo in A o quando si vince, noi invece volevamo entrare nella storia per aver creato un gruppo mentre la nostra squadra del cuore soffriva. E andava sostenuta con forza ancora maggiore”. La prima sede era ubicata a via Crispi, la presidenza fu affidata a Renato Cocozza affiancato da un attivissimo consiglio direttivo. Si ricordano ancora le cene sociali, le iniziative di beneficenza per bambini in concomitanza con le festività natalizie e pasquali, la collaborazione con la Longobarda Salerno, la capacità di aggregare tanti giovani del territorio e il memorial “Per non dimenticare” in memoria di Enzo, Ciro, Peppe e Simone. Per due anni a Pellezzano, poi al Vestuti. In presenza delle famiglie, di associazioni che operavano nel sociale e di numerose vecchie glorie. “Proprio quando stavamo osservando il minuto di silenzio in memoria dei 4 angeli granata, arrivò la notizia dell’acquisto del cavalluccio e del ritorno del marchio sulle maglie. Chissà, magari fu un segno direttamente dalla curva del Paradiso. Ricordo che arrivarono i presidenti e l’ex Sindaco De Luca trionfanti per aver ripreso la storia” continuano i fondatori. Successivamente il timone del club passò a Nello Falcone, la sede si spostò a Mercatello e ogni settimana accoglieva tantissime persone per vedere la partita della Salernitana. Da dove derivava il nome “Spartani Salernitani”? Dallo storico film 300, il messaggio implicito era “pochi, ma buoni”. Perchè in un’epoca in cui in tanti la abbandonavano causa classifica, penalizzazioni e fallimenti, in città c’era un club che rivendicava con ancora maggior passione il proprio amore per la Bersagliera.

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