La tifoseria deve godersi il momento senza ansie: componenti unite per chiedere una conferenza stampa chiarificatrice

Trust sì, trust no. Lo sceicco viene dall’America. No, forse è un fondo australiano. Senza dimenticare che il direttore sportivo Petrachi sta già lavorando con mister Mazzarri per la costruzione della squadra. Nel mezzo le teorie più discordanti: “Abbiamo vinto perchè l’ha già venduta da tempo”, “Faremo la serie D”, “Gravina ha ragione”, “La FIGC ci farà pagare a caro prezzo la lotta ai poteri del calcio” e “Della Valle è il nuovo presidente”. In questo clima di caos generale, alimentato purtroppo dal “tutti contro tutti” tipico dei social anche quando c’è un bene comune da tutelare, sarebbe opportuno fare un passo indietro (a partire da noi) e seguire una strada unica che porti alla chiarezza. E così, contrariamente a quanto accadde nel 2005 (“Grazie Carraro per averci liberato” e “Meglio la C che con Aliberti”, corsi e ricorsi storici…mentre a Messina accadeva ben altro e si sono iscritti!), potrebbe essere un segnale forte emettere un comunicato firmato dagli ultras, dalla tifoseria organizzata, dalle testate giornalistiche e dall’amministrazione comunale per chiedere alla società di indire una conferenza stampa utile a fare il punto della situazione, in presenza di quegli avvocati che, dall’11 maggio, stanno seguendo la vicenda proponendo le varie soluzioni e scontrandosi, talvolta, con il muro Gravina. Nessuno vuol conoscere in anteprima il nome del nuovo proprietario della Salernitana: restiamo dell’idea che le trattative vere e concrete vengano comunicate in via ufficiale dai diretti interessati dopo la firma e che tutti i nomi che circolano sul web siano puramente di fantasia. Ora, però, è tempo di capire quale sia la strada intrapresa da Lotito, Mezzaroma e i legali di fiducia per garantire l’iscrizione al campionato della Salernitana, per confermare che la multiproprietà fosse un falso problema e, soprattutto, per permettere alla città e alla provincia di godersi il momento senza patemi d’animo. Non è retorica o ruffianeria affermare che il popolo granata abbia già sofferto troppo e che meriti, come pochi altri in Italia, di versare esclusivamente lacrime di gioia. Vedere decine e decine di ragazzi, in città e in provincia, che spendono tempo e denaro per colorare Salerno di granata è commovente. Ma ogni volta che si parla di una festa ufficiale notiamo negli sguardi un pizzico di paura ed apprensione, memori anche delle ingiustizie e dei colpi di scena degli anni passati. Ognuno con la propria idea e con le proprie fonti, ma ora è opportuno fare fronte comune, anche per dare un segnale ai vertici del calcio così generosi verso tutti e perentori con la Salernitana. In fondo può essere utile anche a Lotito e Mezzaroma spiegare le cose come stanno, confermare le trattative o smentirle per non creare false aspettative, avviando contestualmente un dialogo con i legali della Federazione. Perchè, ragionando a mente fredda e senza farsi prendere dalla passione, è nell’interesse di tutti che i granata partecipino al prossimo campionato di A. Si entra nella settimana decisiva, nessuno pensi di trascinare la querelle fino al 25 giugno senza comunicazioni ufficiali. Si farebbe il gioco dei demagoghi a caccia di popolarità e dei nemici della Salernitana. A scapito di chi espone una bandiera al balcone, ma contemporaneamente si interroga sull’immediato futuro.

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