Malagnini: “Ricorso Benevento per la proroga? Sbagliano! Lotito ha commesso un grave errore, ecco quale…”

Mentre la tifoseria è arrabbatissima per le notizie che sono circolate oggi e qualcuno addirittura paventa la possibilità di una civile contestazione per lanciare un messaggio alla proprietà uscente, a livello nazionale si continua a parlare impropriamente di bocciatura. In realtà la FIGC ha concesso alla Salernitana altri giorni per rispettare i parametri imposti per ottenere l’iscrizione al campionato. La nostra redazione ha contattato l’avvocato Ruggiero Malagnini, uno dei più grandi esperti a livello nazionale:

Avvocato, che idea si è fatto di questa situazione?

“Devo essere sincero: il fatto che la FIGC abbia concesso una proroga consentendo alla Salernitana di intervenire su punti considerati poco chiari mi sembra un grande segnale d’apertura. Secondo me loro hanno la volontà di iscrivere la squadra al campionato, anche nel rispetto del merito sportivo e di una tifoseria che vorrebbe soltanto godersi questa enorme soddisfazione senza patemi d’animo. A questo punto Lotito non tiri troppo la corda, altrimenti poi l’avvertimento diventa esclusione e vanifica in un mese quanto ha fatto in 10 anni. A che serve?”.

Si contesta, ad esempio, il doppio trustee e la scelta di alcune figure vicine all’oramai ex patron…

“Il discorso è sempre quello: bisogna garantire la totale indipendenza delle figure professionali scelte per la gestione quotidiana del club. Non ci deve essere nessun tipo di influenza, diretta o indiretta. Se la scelta ricade su qualcuno che, in un senso o nell’altro, ha collaborato con Lotito, con la Lazio o ha avuto rapporti personali con il presidente, è chiaro che si può pensare a decisioni “condizionate”. Invece potrebbe essere molto più semplice e trasparente lasciare alla FIGC il compito di individuare i trustee. Nessuno avrebbe da ridire e si fisserebbe un prezzo consono rispetto al valore della società. Capisco che Lotito ha investito ed è arrivato in A partendo dalla D, ma le regole le conosceva e oggi deve assolutamente rispettarle”.

C’è poi il discorso delle casse societarie vuote. E’ legalmente consentito immettere denaro in un club che deve essere indipendente, ma che dipenderebbe dai soldi degli ex patron?

“Il blind trust finalizzato alla vendita dovrebbe garantire una cessione in tempi ragionevolmente brevi, per cui toccherebbe alla nuova proprietà mettere a disposizione le risorse necessarie per il sostentamento di un club che, per essere venduto, deve produrre risultati. E’ chiaro che, nel frattempo, i disponenti non possano andar via senza immettere denaro nelle casse della Salernitana. E’ una cosa che non va oltre nessun regolamento, l’importante è che quei fondi vengano gestiti senza che da Lotito e Mezzaroma arrivino indicazioni di nessun genere. Secondo me potrebbero bastare anche 4-5 milioni di euro, in tutti i campionati professionistici le squadre vanno avanti con una sorta di autofinanziamento basato sulla politica dello “spendo quanto incasso”. E, ottenuta l’iscrizione al campionato, la Salernitana riceverebbe subito il 20% dei diritti televisivi: in totale la cifra si aggira intorno ai 40 milioni annui, ci sarebbe già una buona base per fare mercato. E per Lotito si tratterebbe soltanto di una sorta d’anticipo, gli rientrerebbe tutto – o buona parte- con la vendita della Salernitana da completare in sei mesi”.

Si temono ricorsi, come vede questa situazione?

“Anzitutto faccio una riflessione personale su Vigorito: non ha senso sbandierare ai quattro venti la soddisfazione per la promozione in A della Salernitana e poi, sotto traccia, fare ogni tipo di sollecitazione in merito al ripescaggio. E’ come se pensasse che, senza ricorsi e rimostranze, la FIGC non agisca di conseguenza in caso di inadempienze. La giustizia fa sempre il suo corso, esiste il rispetto delle leggi che vanno applicate sempre, non perchè si mette pressione. Si è, di fatto, costituito come parte terza come avviene nei processi. E’ legittimo che il Benevento tuteli i propri interessi, ci mancherebbe, ma mi sarei espresso diversamente. Congratulandomi con una consorella e tenendomi pronto, eventualmente, in caso di malaugurata esclusione. Faccio un discorso generale: in queste settimane ho letto tante notizie sbagliate rispetto alle domande per il ripescaggio. L’articolo 49, nel comma 5 e nel comma 6, fa una distinzione tra riammissione e integrazione. Se la Salernitana non avesse i requisiti per partecipare al torneo di A, farebbe fede il comma 5. Dunque, in ordine, rientrerebbero in gioco Benevento, Parma e Crotone. Solo se le tre squadre rinunciassero alla massima serie si attingerebbe dalla serie B, con il comma 6 e l’integrazione utile a raggiungere il numero legale di 20 partecipanti. Monza e Cittadella, in sintesi, non possono fare assolutamente nulla”.

Aver concesso una proroga rispetto alla scadenza del 25 e del 28 giugno potrebbe comportare un ricorso del Benevento?

“So che la società giallorossa si è mossa nei giorni scorsi e potrebbe farlo ancora, è nel loro diritto e questo non glielo nega nessuno. Da avvocato, però, faccio una riflessione diversa. Il Benevento potrebbe dire: “Se c’era una scadenza fissata per il 25 come mai la Salernitana avrà tempo fino al 3 luglio per regolarizzare la sua posizione e iscriversi al campionato?”. Risposta: nel dispositivo emesso dalla FIGC qualche tempo fa non si indicano quei termini come perentori e, dunque, si lascia spazio alla possibilità di avvalersi di una proroga se la documentazione, pur in parte valida, non soddisfa in pieno i requisiti richiesti o si chiedono chiarimenti di vario genere. Ci fosse stata la perentoreità, la Salernitana sarebbe morta e sepolta senza nessuna possibilità di rientrare in gioco. Nella fattispecie, invece, non c’è alcun elemento giuridico per ritenere irregolare la decisione della Federazione.Il comunicato emesso parla chiaro, non si presta ad interpretazioni”.

Cosa accade se neanche stavolta la Salernitana rispetta in pieno i paletti?

“Facciamo una precisazione: la vecchia proprietà ha inoltrato la domanda per l’iscrizione al campionato, era un suo compito pur essendo presidenti uscenti. Ora ci sono due passaggi. Il primo sarà quello della CoviSoc che, come noto, dovrà certificare l’avvenuto pagamento di tutti gli oneri previsti. In questo caso con termini tassativi e perentori. Dovessero esserci problemi in questo senso, la Salernitana potrebbe fare ricorso al Collegio di Garanzia del CONI, la decisione finale spetta sempre al Consiglio Federale. Se arrivasse l’ok e, quindi, la licenza per partecipare al campionato è immaginabile che la Procura Federale, data la particolarità della situazione, faccia degli approfondimenti. La Salernitana giocherebbe le partite, potrebbe fare mercato e si lavorerebbe per la cessione regolarmente, ma in corso d’opera ci potrebbe essere la sospensione dei contributi federali, una causa e altri 30 giorni per mettersi in regola. Con esclusione successiva se emergessero anomalie. Se, invece, già nel primo step ci fosse una esclusione dal campionato ci sarebbero 48 ore di tempo per rivolgersi al CONI e dimostrare, per quanto possibile, di aver prodotto una documentazione valida e rispettosa dei paletti imposti. Siamo in democrazia e ogni sentenza deve essere oggetto di una seconda valutazione fatta da organi esterni. Ma questi sono tutti discorsi teorici: auguriamoci che, in questa settimana, mettano a posto tutto ricordandosi che la FIGC ha aperto più di una porta e bisogna evitare di tirare la corda. Personalmente avrei evitato anche alcune dichiarazioni che potrebbero aver indispettito la Federazione”.

Se il Radrizzani di turno volesse acquistare la Salernitana in questa settimana sarebbe legalmente possibile?

“No. E’ stato prodotto un incartamento che va nella direzione del trust, si sta discutendo di questo e non si possono cambiare le carte in tavola. Il potenziale imprenditore interessato alla Salernitana potrebbe entrare in gioco dopo l’iscrizione e dopo che il trustee, che non è altro che un gestore, ha fissato il prezzo con la sua perizia esterna. Ora come ora chiunque sia interessato dovrà aspettare l’evolversi della vicenda”.

Lotito ha delle responsabilità?

Qualcuno dice che sperava in un cambio della norma e nella possibilità di avere Mezzaroma come presidente. Ma non si può vivere nel campo delle ipotesi, farsi cogliere impreparati è sempre un errore. A inizio anno poteva stipulare una sorta di contratto condizionato, con risoluzione automatica in caso di mancata promozione in serie A. Era il modo migliore per garantire immediatamente l’iscrizione, senza tutti questi passaggi tortuosi. Questo potrebbe significare che non credeva in pieno nella possibilità di vincere il campionato: la Salernitana è sempre stata tra le prime, non puoi certo immaginare di cederla a quelle cifre in 40 giorni. Per fortuna, pur tra mille difficoltà e incognite, c’è ancora tempo per porre rimedio. E se la FIGC ratificherà l’iscrizione non ci sarà ricorso che tenga. Ma bisogna agire con chiarezza e trasparenza, accontentandosi magari di offerte più basse di quanto prospettato. Ha provato a tutelare, legittimamente, i propri interessi. Non ci è riuscito e certo non può condannare la Salernitana e i suoi tifosi all’esclusione dai campionati”.

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