Meno social, più aggregazione: l’importanza del progetto dell’ASD Torrione

Facebook, Instagram, Twitter, Tik Tok, Whatsapp, computer, smartphone, una miriade di piattaforme virtuali. Progresso o regresso? Come sempre la verità sta nel mezzo. Vivere in una società tecnologicamente avanzata è sempre un vantaggio, tutto sta a come e quanto questi strumenti vengono utilizzati. Purtroppo, soprattutto dal primo lockdown in poi, bambini, ragazzini e giovani hanno perso le sane abitudini di un tempo, quando i telefonini restavano in tasca o addirittura a casa e si trascorrevano ore e ore in giro con gli amici divertendosi davvero con poco. Ricordiamo con un velo di malinconia i parchi pieni, i campi di calcetto popolati fino a tarda sera che piovesse o ci fossero 35 gradi, i luoghi d’aggregazione che diventavano un imprescindibile punto di ritrovo e di confronto tra vecchie e nuove generazioni. Proprio per questo progetti come quello dell’ASD Torrione meritano sostegno incondizionato. Perchè il lavoro del presidente Nasti e di tutto il suo qualificatissimo staff va oltre le due ore d’allenamento quotidiane, un esercizio tecnico-tattico o l’esultanza per un gol segnato all’ultimo minuto. L’obiettivo prioritario è quello di accompagnare i ragazzi del delicato percorso di crescita facendo riscoprire loro la voglia di divertirsi, di stare insieme, di coltivare valori quali senso d’appartenenza, spirito di sacrificio, abnegazione, capacità di apprendere in un clima sempre gioioso in cui il calcio è vissuto come un gioco a prescindere dalle potenzialità di ogni singolo atleta. Il messaggio è stato ribadito da Merino, uno che ha giocato ad alti livelli in serie B e che sta guidando il suo gruppo con l’entusiasmo di un ragazzino alle prime armi: “Voglio mettere a disposizione della società la mia esperienza, far capire a tutti che solo col sudore della fronte potranno raggiungere i risultati. Nella vita, ancor prima che nello sport. Voglio che i bambini imparino a parlarsi, a capirsi, a confrontarsi. Di persona, in un gruppo di amici, e non con i messaggi sul cellulare”. E patron Nasti ha sempre creduto in questo percorso, fatto di investimenti economici, ma soprattutto di passione e coraggio. Perchè, con la pandemia ancora in corso ed una crisi economica senza precedenti, vedere professionisti che si dedicano anima e corpo ad una scuola calcio è un esempio per tutti. Di momenti belli, anche pre-lockdown, ne ricordiamo tanti. Le partite genitori contro allievi, le cene sociali, le simpatiche interviste ai giovanissimi tesserati che potevano farsi conoscere all’esterno e regalare un’emozione alle famiglie. La stessa emozione che proviamo quando vediamo un De Gasperi popolato da atleti di ogni età che, guidati da staff di spessore, si divertono ed inseguono un sogno col pallone tra i piedi. ASD Torrione è soprattutto questo.

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