Mezzaroma: “Stadi non sono teatri. Fattore tifo conta moltissimo, la multiproprietà…”

Nel corso di una lunga intervista rilasciata durante la trasmissione “Cento+1” organizzata dall’associazione Freedom e condotta da Carmine Prisco, il presidente della Salernitana Marco Mezzaroma ha affrontato diverse tematiche partendo dal calcio post Covid: “L’ho vissuta come tutti, credo che questa pandemia abbia cambiato la nostra quotidianità ma per fortuna l’uomo è capace di adattarsi ad ogni circostanza. Dobbiamo convivere con tutto ciò, c’è poco da fare. C’è stato un momento in cui la ripresa del calcio sembrava impossibile, ogni giorno avevamo bollettini allarmanti e piangevamo numerose vittime. Siamo in guerra e dobbiamo combattere, laddove possibile e con le dovute precauzioni ripristinando un minimo di normalità. Da questo punto di vista il calcio può ricoprire un ruolo fondamentale e siamo convinti che la ripartenza sarà un bene per tutti. Fermare questa stagione significava mettere in discussione anche la prossima. Presidenti contrari per motivi di classifica? Credo sempre nella buona fede di ciascuno e rispetto qualunque opinione, ci mancherebbe altro. Ogni cosa è legittima, ma bisogna rivolgere un plauso al presidente Gravina che ha saputo mantenere l’equilibrio giusto in un contesto  caotico, nuovo e complesso. Economicamente ci rimetteremo tutti, ci saranno perdite per mancati incassi e il mercato del futuro prevederà più idee e meno investimenti. Occorrerà buonsenso da parte di ciascuno di noi, dobbiamo capire che il calcio è il bene primario e va salvaguardato facendo sacrifici”.

Si parla poi degli stadi a porte aperte: “Immagino cosa sarebbe stato l’Arechi in queste ultime partite decisive, ne avremmo giocate sei su dieci in casa e sapete tutti che il fattore tifo conta moltissimo in uno stadio come il nostro. Gli stessi calciatori hanno spesso rimarcato l’importanza della spinta del pubblico, una componente che fa la differenza e che ci ha accompagnato sempre e anche in trasferta. Noi possiamo proporre delle idee e degli spunti di riflessione, ma le decisioni in merito non spettano alla Lega B nè alla Federazione. Ci atterremo alle disposizioni del Governo e speriamo di poter riabbracciare i nostri tifosi per l’inizio della prossima stagione. C’è una piccola speranza per una minima riapertura tra un mese, ma con capienza ridotta e una serie di regolamenti da rispettare. Anche noi dobbiamo mettere in campo una organizzazione capillare, ma abbiamo uno staff che ha sempre lavorato bene e sono assolutamente sereno. Tra mascherine, tamponi, distanziamento e quant’altro ci stiamo imbattendo in un qualcosa di nuovo. Ma almeno si riparte, è giusto così”. Sul tema della multiproprietà: “Personalmente preferisco non parlarne, ho espresso la mia opinione tante volte in questi anni e mi porrò il problema quando si presenterà. In ogni caso il calcio va incontro ad una serie di riforme necessarie, non credo che questo sistema possa reggere 100 realtà professionistiche ancor di più dopo questa crisi economica e sociale inaspettata. La stessa serie B, il vero campionato degli italiani, meriterebbe una considerazione maggiore sotto tanti punti di vista. Dico solo che estendere i divieti fino ai parenti di quarto grado è stringente, credo che a Roma stiano discutendo di tante cose e, tra queste, anche dell’argomento doppia proprietà. Diritti tv in chiaro? Sarebbe bello che tutti potessero fruire di un servizio soprattutto in tempi di stadi chiusi, ma mettiamoci anche nei panni di queste emittenti che hanno investito fior di milioni di euro per garantirsi le esclusive. Ognuno ha ragione, nessuno ha torto, ma ci sono delle logiche che vanno condivise e rispettate”.

Sulla squadra e sul futuro di Ventura: “Il mister ha svolto un buon lavoro, è evidente la crescita dei giovani e la capacità di gestirli. Abbiamo una identità precisa, ci esprimiamo bene sia in casa e sia in trasferta. Non possiamo che essere soddisfatti, non credo che ci saranno problemi per proseguire il percorso insieme. L’ho sentito carico, motivato, ha un entusiasmo contagioso che trasmette a tutti coloro che orbitano attorno alla Salernitana. E’ vero che abbiamo recuperato tanti calciatori che, a marzo, non avrebbero avuto la possibilità di scendere in campo, ma lo stesso discorso vale anche per le nostre avversarie. L’obiettivo è quello di mantenere l’attuale posizione di classifica e di migliorarla ulteriormente, ci sono 10 partite e 30 punti in palio che consentono a tutti di coltivare ambizioni importanti”.

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