Miccoli: “Senza tifosi non è calcio e la Salernitana è la più penalizzata”

“Non sarà facile ricominciare dopo un periodo così lungo di stop. Alla base di tutto ci deve stare la sicurezza delle persone e di tutti i professionisti che ruotano attorno al mondo del calcio: o garantiscono le migliori condizioni o è meglio fermarsi a tempo indeterminato. Ho molti dubbi, ma ci sono persone deputate a decidere che avranno maggiori competenze rispetto al sottoscritto. Quello che vediamo in Germania ha poco di sport, ma tanto di organizzazione. Il Borussia è arrivato allo stadio con due pullman, le strutture sono all’avanguardia e non si può fare un paragone tra la Bundesliga e la serie A. Bisogna trovare una soluzione, certo è che ci sono società che hanno speso e si trovano in alto e vanno tutelate. Il Benevento ha 20 punti di vantaggio sulla seconda, come fai a non promuoverlo? In Italia sappiamo che il partito degli scontenti è sempre attivo”. Così l’ex attaccante di Ternana, Palermo e Lecce Fabrizio Miccoli ai microfoni di GranataCento, RadioMpa e di TuttoSalernitana.

Il Romario del Salento prosegue parlando della serie B e della possibile lotta playoff: “La mia esperienza dice che gli spareggi sono un campionato a parte. Conteranno gruppo, mentalità e compattezza, la Salernitana ha un grandissimo pubblico e venire a giocare a Salerno non sarebbe facile per nessuno se decidessero di riaprire le porte degli stadi. C’è troppa confusione, è difficile fare previsioni: c’è chi dice saliranno le prime due, chi parla di classifiche azzerate. Stanno andando troppo per le lunghe e questa incertezza a mio avviso penalizza anche i calciatori. Non ci sono regole precise, bisognerebbe prendere una posizione definitiva assumendosi le responsabilità”.

Ancora sulla serie B e sulla lunga inattività dei calciatori: “Già il campionato è duro da sé, se poi devi giocare ogni tre giorni con temperature elevate e dopo 3 mesi di stop diventa difficilissimo. Allenarsi a casa da professionisti ti aiuta a mantenere un minimo di condizione, ma il campo è un’altra cosa e gli infortuni saranno sempre dietro l’angolo. Capisco il business e l’importanza del fattore economico, ma il calcio senza tifosi è zero. Aggiungo: non concentriamoci solo sui calciatori,  attorno ad una squadra di calcio ruotano professionisti come medici, giornalisti, preparatori e quant’altro”.

Miccoli parla di piazze come Palermo costrette a ripartire dalla D: “Sicuramente faranno la serie C, ma dobbiamo aspettare il 3 di giugno per la certezza definitiva. C’è poco da dire su quella piazza, è talmente importante come tifoseria che vederla giù fa male. Stesso discorso per altre realtà del Sud che meriterebbero palcoscenici diversi per blasone, stadio e potenzialità. Ho seguito la serie D, in particolare il Casarano. Solo nel girone H troviamo almeno sei squadre che ben figurerebbero in Lega Pro e in cadetteria. Foggia, Taranto, Nocerina, Cerignola, Bitonto: realtà che meritano tanto e che non vanno assolutamente sottovalutate. E per il bene del calcio italiano sarebbe importante la risalita di club con un pubblico numeroso”. Una battuta anche sul Lecce, laddove ha chiuso la carriera da calciatore: “Era inaspettata una scalata così importante. In Lega Pro ci stava di vincere dopo tanti tentativi, in B è stata una sorpresa. Giusto riconoscimento per il lavoro della società e per l’organizzazione, quando ti danno il tempo di lavorare è ovvio che i risultati arrivino. Mi auguro che i giallorossi si salvino, da tifoso dico che il Lecce abbia fatto vedere il calcio più bello tra quelle che si trovano nella zona destra della classifica”.

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