Milanese: “Che vantaggio attaccare sotto la Sud! Di Napoli, Cristiano Rossi e…un consiglio”

Intervistato in esclusiva dalla redazione di TuttoSalernitana, il direttore sportivo della Triestina Mauro Milanese ha parlato del campionato attualmente in corso soffermandosi, ovviamente, sui granata: “E’ un torneo come al solito molto equilibrato, chiaramente anche la Salernitana ha le carte in regola per ambire ai playoff e, forse, a qualcosa in più. Il Pordenone, come prevedibile, sta avendo un piccolo calo. Hanno mantenuto la rosa dell’anno scorso e preso Pogeba che a me piaceva tanto e volevo portarlo a Trieste, ma è fisiologico che l’entusiasmo iniziale non potesse durare in eterno e che alla lunga i valori uscissero fuori. L’anno prossimo dovranno cambiare molto altrimenti si rischia di uscirne ridimensionati. In generale posso dire che, Benevento a parte, tutto è ancora aperto e ci sono organici di valore. I granata hanno dalla propria parte una tifoseria che, nei momenti topici, può fare la differenza. Immaginiamo cosa sarebbe l’Arechi in una sfida promozione…”

Milanese apre l’angolo dei ricordi: “Avevo fatto una carriera splendida e vinto competizioni europee, mi trovavo all’estero e stavo vivendo una bella esperienza. Quando è arrivata la chiamata della Salernitana, ho pensato che potesse essere la sfida giusta per chiudere la carriera al meglio. Una piazza come quelle non ti faceva certo pesare la categoria, un pubblico che non aveva nessuno e che ci ha dato una grossa mano. E’ vero, a volte decidevamo di attaccare nel secondo tempo sotto la curva Sud; in quelle classiche partite da 0-0, fare un assedio attaccando verso la nostra gente costituiva una spinta eccezionale, anche gli avversari erano spaesati e consapevoli che, da un momento all’altro, avremmo potuto sbloccarla. Personalmente disputai una buona annata: da Agostinelli a Brini non cambiò molto, era una squadra non bella da vedere ma che segnava con il suo bomber e sapeva difendere e combattere quasi con la mentalità della provinciale. Legai molto con Arturo Di Napoli, trascinatore indiscutibile della squadra che avevo già avuto modo di conoscere a Milano e Napoli”.

Milanese è stato colui che ha scoperto Alessio Cristiano Rossi, un giocatore che a Salerno è rimasto nel cuore di tanti e che, senza infortuni, aveva potenzialità da serie A: “Ero convinto potesse essere la scelta giusta, lo penso ancora adesso. Mister Galderisi lo chiese espressamente e io accettai subito. So che a Salerno era davvero ben voluto, poi le cose cambiarono quando arrivò un altro allenatore. Ricordo che giocò una gran gara in uno scontro diretto e che la settimana dopo fu accantonato. A gennaio pensai di riportarlo alla base, ma mi dissero che rientrava nei piani tecnici. Non giocò più. Mi dispiace che gli infortuni non gli abbiano consentito di fare la carriera che meritava, potenzialmente Alessio era davvero forte”. 

Infine sulla sua esperienza a Trieste e su alcuni ex granata che giocano lì: “Stando dall’altra parte hai la possibilità di capire tante cose. E’ un ruolo che mi piace, già a Varese ho cercato di togliermi qualche soddisfazione. L’anno scorso sfiorammo la promozione arrivando in finale playoff col Pisa, quest’anno l’inizio è stato ottimo ma poi siamo crollati e ancora oggi pecchiamo in continuità. Difficile darsi una spiegazione, non credo abbiamo pagato lo scotto del ko di giugno perchè altrimenti saremmo partiti male. Invece fino all’amichevole con la Juventus sembravamo una macchina che funzionava bene. Gatto? Parla spesso di Salerno, è un giocatore che ha centinaia di partite in B e ciò significa che è bravo. Procaccio? Un talento, lo consiglierei alla Salernitana perchè è anzitutto un ragazzo serio, professionale e scrupoloso. Anche tecnicamente è completo, si applica in entrambe le fasi e punta sempre a migliorarsi”.

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