Nessun alibi, la sconfitta di oggi non è solo colpa della sfortuna

di Maurizio Grillo

Sfortuna? Certo, ma ci sono altri segnali evidenti che questa Salernitana ha ben altri problemi. Innanzitutto le gare durano 90 minuti e oltre non 45, poi quando si rientra in campo per la ripresa, soprattutto in situazione di vantaggio, non si può e non si deve assolutamente dare occasione agli avversari di rientrare subito in partita. E’ quello che fanno quasi sistematicamente i granata dopo essere ritornati dal riposo dell’intervallo, con la mente ancora ferma negli spogliatoi. Inoltre, come abbiamo già detto in altre occasioni, nella rosa ci sono giocatori che non sono ancora pronti per la massima serie o comunque ad oggi non lo hanno ancora dimostrato.

Iniziamo dalla sfortuna: Castori si ritrova sempre con giocatori al contagocce per situazioni fisiche. Non sta a noi capirne i motivi, che possono essere tanti, compresa la famosa “sfiga”, ma anche il modestissimo Spezia oggi aveva grossi problemi della stessa natura, eppure ha avuto la forza di ribaltare un risultato sfavorevole nel primo tempo. Il calo nella ripresa non è un problema atletico, come giustamente hanno ribadito i telecronisti di Dazn, ma mentale. Castori ha dovuto finora colmare diverse lacune evidenziate nelle prime gare di campionato, ma non è ancora riuscito a capire i motivi delle riprese a bassa concentrazione e determinazione: la classica “paura” di vincere, come si diceva una volta. I punti persi oggi contro una diretta concorrente sono sanguinosi, soprattutto dopo aver assaporato al termine dei primi 45 minuti quasi il centro classifica (momentaneo, s’intende). Rimettere in corsa un’avversaria alla corde, con l’allenatore già pronto con la valigia in mano, è stato un errore che si spera non si dovrà pagare in futuro.

Capitolo infortuni. Come dicevamo, non sta a noi capire i motivi dei tanti infortuni. La rosa a disposizione di Castori oggi era di qualità ridotta rispetto alla normalità, ma alzi la mano chi non ha avuto dei dubbi sulle sostituzioni operate dal mister. Non sappiamo se Kastanos ha chiesto di uscire perché stanco, ma l’entrata di Schiavone al suo posto, sostituzione naturale per carità, non ha convinto. Magari far entrare subito Zortea a inizio ripresa, con spostamento di Kechrida all’interno, non sarebbe stata una mossa sbagliata. Mentre la sostituzione di Gondo al posto di Djuric sulla carta ci stava per come si è svolto il primo tempo con Simy finalmente più determinato, rispetto alle gare passate. Il problema magari è stato il pessimo impatto sulla gara dell’ivoriano, cosa che nessuno, nemmeno Castori, avrebbe potuto prevedere. Tra l’altro, lo stesso giocatore non si era allenato al massimo in settimana per problemi fisici. E, a proposito di problemi fisici: era proprio necessario schierare Gyomber dal primo minuto? Di sicuro ha avuto l’ok dallo staff medico. Non discutiamo sulla valutazione professionale, ci mancherebbe, ma se azzardi un giocatore che non è completamente a posto fisicamente, rischi non solo di farlo uscire anzitempo, come purtroppo è avvenuto, ma di compromettere anche la sua completa ripresa per problema di recidive.

Insomma, non è il momento né il caso di fare processi. La situazione dopo questa sconfitta ha totalmente spento l’entusiasmo della vittoria contro il Genoa, ma il campionato è ancora lungo e il calendario offre subito l’occasione di riscattarsi. Recuperare parte degli infortunati contro l’Empoli sarà fondamentale, soprattutto dell’uomo faro Ribery, considerata la modesta qualità della panchina e il ritorno al risultato pieno consentirebbe ai granata di cicatrizzare una ferita che brucia tanto, dopo aver assaporato tre punti che avrebbero consentito di viaggiare nel prosieguo del torneo a vele spiegate e col morale a mille.

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