Orilia: “Salerno, non ti riconosco più: liti e offese tra tifosi della stessa squadra”

Che sui social si sia raggiunto un livello di degrado assoluto è cosa nota, con tanti leoni da tastiera che poi diventano pecore e chiedono scusa quando si rendono conto di essere andati oltre il limite della decenza. Basti pensare a quanto fango è stato gettato addosso ad un professionista salernitano, ex ultras della curva Sud, accusato ingiustamente d’aver lasciato a piedi i calciatori in procinto di partire per Cascia. E, ultimo in ordine cronologico, l’augurio di morte fatto ai figli di un dirigente che operava a Caserta fino a poco tempo fa. Una vergogna. I veri tifosi della Salernitana non possono essere accostati a questo sfogatoio purtroppo talvolta alimentato da pagine anonime e, incomprensibilmente, anche da parte di alcuni esponenti del mondo dell’informazione che, per accaparrarsi le simpatie del pubblico, vivono di slogan inventando trattative inesistenti e puntando il dito anche rispetto ad esultanze goliardiche. Il presidente del Salerno Club 2010 Salvatore Orilia, attraverso facebook, ha lanciato un appello: “Non riconosco più la mia città. Salernitani contro salernitani, tifosi contro tifosi, proprio ora che dovremmo stare uniti. Siamo andati in serie A, occorre un salto di maturità da parte di ogni componente per dimostrarci all’altezza di questa categoria. La distinzione è necessaria: gli ultras, i club e i veri tifosi non possono essere minimamente accostati a queste gente che vive sui social tra fake news e destabilizzazione ad arte. Evidentemente a qualcuno brucia questa serie A, non possono più sfogarsi con le loro teorie indegne. Se poi ci si mette anche qualche “giornalista” stiamo messi veramente male. Chi scrive o chi parla in televisione ha una responsabilità enorme nei confronti del pubblico, al posto di lanciare frecciate venissero in sede a dirci in faccia quello che pensano. Stiamo aspettando notizie di mercato o sulla nuova società, a che serve mettere in mezzo i festeggiamenti di due mesi fa? Abbiamo fatto un trenino di sfottò nei confronti di dirigenti di altre squadre che andavano contro la Salernitana, vogliono far passare il messaggio che fosse un attacco alla tifoseria granata. Chi ci conosce sa come la pensiamo, che bel rapporto c’è con la curva e che rispettiamo le opinioni di tutti. Ma questo clima avvelenato allontana le nuove generazioni, rischia di sfociare in qualcosa di pericoloso e non aiuta la Salernitana a crescere. Vi parla una persona che  nella settimana pre iscrizione ha avuto un malore e non riusciva a chiudere occhio la notte. Perchè chi ama questa squadra soffre, piange, gioisce e vive la quotidianità in base alle sorti della Salernitana. So che cadrà nel vuoto, ma rinnovo un appello: basta divisioni, basta fare pubblicità gratuita a personaggi che si divertono a strumentalizzare le nostre spaccature per un tornaconto personale. La serie A è un patrimonio di tutti e potremmo aprire un ciclo solo se l’Arechi tornerà ad essere quello stadio inespugnabile per avversari a cui tremavano le gambe rispetto al muro umano della Sud”.

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