Pari Lecce, errore Crociata. +4 sui “paracadutati”, alla pari di Galliani e i 50 milioni. 34 punti e 10 vittorie, tutto il resto è…Della Valle

Dai tantissimi messaggi sul web contro Castori per il laccetto del fischietto al secondo posto in classifica dopo essere rimasti in vetta per due mesi. Nel mezzo un’estate di striscioni, minacce di diserzione, riunioni al Vestuti, giornalisti minacciati, calciatori invitati a non venire a Salerno, un ritiro nel silenzio e nel vuoto totale e qualche buontempone che ha pensato di ritagliarsi una fetta di popolarità parlando di cose che si sono dimostrate puntualmente false. Evidentemente godono di una certa immunità social, dal momento che chi è tifoso o scrive notizie veritiere viene  etichettato in ogni modo mentre i tastieristi amanti degli hashtag continuano a propinare teorie strampalate e scenari da fantacalcio accaparrandosi le simpatie dei soliti noti e di chi, dietro l’anonimato, alimenta mondi fatti di nulla e che dovrebbero soltanto sparire e chiedere scusa. Chi ama la Salernitana sta godendo il doppio. Non perchè si illuda di vincere a mani basse il campionato: il cammino è lungo, 3-4 squadre sono obiettivamente superiori, il mercato ad ora non ha portato innesti di valore assoluto e gli scontri diretti (pur giocati quasi tutti in trasferta) dicono che bisognerà lavorare tanto per colmare un gap che resta e che obbliga tutti a restare con i piedi per terra. Ma davanti ai numeri anche il più scettico dovrebbe avere il buonsenso di tacere senza aggrapparsi a quello slogan che, da oggi, denomineremo VIRDS (Via i Romani da Salerno) per una questione di comodità: ovviamente in modo ironico, visto che Lotito non si è fatto intimorire dalle bombe carta di Roma, figuriamoci se può scalfirsi per gli anonimi di facebook che non amano la Salernitana, ma la vedono come fondamentale strumento per sfogarsi quotidianamente e sentirsi dire “bravo, hai ragione!”. I fatti dicono questo:

-34 punti in 19 partite. Nella storia ha fatto meglio, in B, solo la Salernitana di Delio Rossi che poi andò in serie A

-10 vittorie su 19, più della metà

-miglior rendimento casalingo, con una sola sconfitta frutto quasi esclusivamente dell’arbitraggio di Rapuano (e ci sono indagini in corso)

-più gol fatti che subiti, con una coppia d’attacco da 10 reti. Senza aver mai potuto contare sul miglior calciatore della rosa, Cristiano Lombardi.

Aggiungiamo: +4 sul Lecce, che ha usufruito del paracadute che falsa i campionati mantenendo l’intelaiatura che poteva salvarsi in A fino all’ultima giornata. A proposito, oggi il gol dei giallorossi contro l’Empoli nasce da un erroraccio di Crociata. Vantaggio sul Monza (o pari punti nella peggiore delle ipotesi) ricordando che l’organico vale giusto 50 milioni di euro. -4 dalla vetta, tanto per aggiungere pepe alle statistiche senza voler creare nessuna illusione. L’Empoli, però, dovrà giocare contro Frosinone e Monza nei prossimi 180 minuti e…chissà! La Salernitana, ad ora, è andata anche meglio di Spal (in attesa di stasera, ma lì i migliori stanno andando via e nessuno parla di galleggiamento volontario), Chievo, Frosinone, Pordenone (anche ieri un rigore per i ramarri, inesistente, e un’espulsione a favore), di una Cremonese che ha investito milioni e del Cittadella che, sì, ha una gara in meno ma ha perso all’Arechi grazie al gol di Bogdan. Naturalmente sappiamo bene che un articolo di questo genere susciterà ilarità negli anonimi del nulla alla prima sconfitta: non aspettano altro, il loro argomento più elevato è riproporre un video di tre anni fa senza mai metterci la faccia nei confronti di un gruppo di veri tifosi che ha fatto trasferte e sostenuto anche in D i colori granata. Ribadiamo, altresì, per evitare spiacevoli incomprensioni che tra i disfattisti di professione non inseriamo il mondo ultras: chi ha girato dappertutto, a proprie spese, lasciando sole le famiglie e contribuendo in modo determinante alla rinascita della Salernitana va soltanto rispettato, il malcontento è del tutto comprensibile dopo un quinquennio di B ricco di errori della proprietà e della dirigenza. Hanno anche ribadito il ringraziamento alla squadra e il sostegno per l’impegno profuso: altra prova di maturità. Ci sono poi altri club – non appartenenti al mondo ultras – molto attivi quando si deve parlare di multiproprietà ma che si defilano se bisogna tutelare i granata dopo un torto arbitrale: rispettiamo, ma in questo caso non condividiamo.

C’è poi quella maggioranza silenziosa, che non ha bisogno di facebook o Instagram, che si sta godendo un grande campionato e a cui basta vedere in campo la Salernitana per emozionarsi. Senza pensare a ciò che sarà, senza ipotizzare frenate preconfezionate (già previste a dicembre, secondo i soloni), senza accanirsi contro chiunque ricordando una storia fatta, purtroppo, di incassi pignorati, fallimenti, americani a caccia di alberghi sottomarini e trasferte pagate dai tifosi o da imprenditori locali che, oggi, sorridono rispetto a questo clima di odio che cozza con i numeri. Lotito, Mezzaroma e Fabiani hanno commesso indiscutibilmente un sacco di sbagli, soprattutto dal punto di vista della comunicazione e del rapporto con la piazza. Vengono contestati perchè vengono riconosciute potenzialità economiche e competenze superiori ai predecessori e chi ama la Salernitana può e deve esprimere dissenso. Nessuno fa i salti di gioia per il mercato di gennaio, nessuno accredita il cavalluccio marino come promosso a fine stagione. E questo scetticismo ha nella società l’unica responsabile. Ma l’accanimento quotidiano, il non sapersi godere un attimo di gioia, il dar credito alle favole dei venditori di scarpe cela ben altro. E non a caso ci sono indagini in corso. Godiamoci il momento, sperando di sbancare Reggio Calabria e senza riporre troppe aspettative nell’ultima settimana di gennaio che, a nostro avviso, non porterà in dote nessun attaccante e forse Kiyine. Ma i numeri, ad oggi, obbligano tutti a tributare un grosso applauso alla Salernitana. Tutto il resto è…Della Valle.

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