Partita speciale per Raffaele Pucino: dalla fascia di capitano alla “bocciatura” di Ventura

Due anni bastano per innamorarsi. Di una città e di una tifoseria che, nel complesso, hanno saputo apprezzarlo anzitutto come persona. Indossare la fascia di capitano nell’anno del centenario pur in una squadra retrocessa sul campo senza i problemi del Foggia ha rappresentato uno dei punti più alti della sua carriera, al punto che vivere la Salernitana da avversario gli farà un effetto particolare. Raffaele Pucino è stato uno dei tanti giocatori che la dirigenza granata ha collocato altrove in estate in virtù di una politica che prevedeva il taglio della stragrande maggioranza dei tesserati della stagione precedente. Eppure Ventura aveva provato a dargli spazio nelle prime settimane di ritiro, pur facendogli capire chiaramente che non rientrasse nei piani tecnici e che, nella migliore delle ipotesi, sarebbe stato un panchinaro. Per chi aveva dato il massimo per la maglia segnando anche un rigore decisivo nello spareggio col Venezia è stato un duro colpo e restare a dispetto dei santi non avrebbe fatto bene a nessuno. E così la firma con l’Ascoli e le dichiarazioni comunque sempre affettuose nei confronti della piazza di Salerno, un pubblico che ebbe modo d’apprezzare durante la festa dei 100 anni inscenata all’esterno della curva Sud dell’Arechi il 18 giugno di un anno fa. Non si sa ancora se scenderà in campo, complice un infortunio piuttosto serio che sta mettendo alle spalle faticosamente. La voglia matta è quella di essere determinante, di trascinare i bianconeri verso la salvezza. In fondo in terra marchigiana sta vivendo lo stesso incubo sportivo di Salerno: arrivato per vincere, ora si ritrova nei bassifondi della classifica. Forse venerdì rientrerà nell’elenco dei convocati, ma sarà un avversario e mai un nemico del cavalluccio marino.

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