Plusvalenze, risultati e ruolo dell’allenatore, Ventura all’Università: “Ecco come si arriva in serie A”

Salernitana…all’Università. Nell’ambito di un progetto che mira a coinvolgere la cittadinanza e la tifoseria con una presenza costante sul territorio, il sodalizio granata ha preso parte con grande entusiasmo al convegno  “Società tra giustizia dello sport e management”, organizzato dall’associazione Futura e inscenato presso l’aula di ingegneria del campus di Fisciano in presenza di numerosi studenti e di relatori di grande livello e competenza. Tanti gli argomenti affrontati, tutti di strettissima attualità: dai cambiamenti nel mondo della comunicazione al ruolo dell’allenatore in una società sportiva passando per la squadra di calcio vista come azienda, i rapporti con i calciatori e con i presidenti e la possibilità di avviare una collaborazione con l’Università sfruttando la “popolarità” della prima realtà calcistica cittadina. “Tutti noi abbiamo a che fare con il mondo del calcio” ha esordito il direttore di Telecolore Franco Esposito che ha moderato l’evento coinvolgendo non solo i relatori, ma anche e soprattutto i ragazzi “Negli ultimi 20 anni i giornalisti sono stati costretti a modificare e incrementare le proprie conoscenze; termini come plusvalenze, patrimonializzazione e le vicende della giustizia sportiva impongono approfondimenti ogni giorno e riteniamo che tutti coloro che fanno parte di questo mondo debbano adeguarsi ad una realtà che cambia. il calcio è un’azienda che produce  e fa girare molti soldi, l’obiettivo non è solo quello sportivo ma anche economico-finanziario. Oggi abbiamo la possibilità di avere con noi un allenatore che ha collezionato oltre mille panchine, ciò significa che presidenti che investono milioni di euro gli hanno dato fiducia. E’ uno dei mister che ha prodotto in Europa più valore come crescita economica, gente come D’Ambrosio, Immobile, Darmian, Maksimovic, Zappacosta, Belotti, Bonucci, Ranocchia e Ogbonna è arrivata ad altissimi livelli. Bravo lui ad aver compreso in anticipo che bisognava produrre valore quando questi concetti erano poco evidenziati nel nostro calcio”.

A fare gli onori di casa è stato naturalmente il nuovo Rettore Vincenzo Loia che, ringraziando i presenti, ha sottolineato l’importanza di creare opportunità future in ogni giovane non solo con le lezioni quotidiane, ma anche con una serie di dibattiti e confronti a tema che stimolino la curiosità e l’attenzione. Parola poi al tecnico della Salernitana Gian Piero Ventura: “Ringrazio per avermi fatto scoprire il campus, non l’avevo mai visto ed è stata una piacevolissima sorpresa e faccio i complimenti a tutti. Quando si parla di calcio ci sono molte curiosità e cercherò di essere brevissimo: è vero che bisogna adeguarsi alle evoluzioni delle società, negli ultimi 15-20 anni c’è stato un cambiamento epocale sul piano dell’alimentazione, della preparazione, della comunicazione e sulla figura dell’allenatore. Una volta eravamo gestori e padri di famiglia, oggi il tecnico incide molto sul piano psicologico. Bisogna cercare la password di ogni singolo giocatore, che sia un campione affermato o un giovane che porta con sé fragilità e interrogativi. Il bivio è sempre quello: chiedersi se si è felici di ciò che si ha o voler crescere per diventare ancora più bravi. Se qualcuno vuole godersi i 5 minuti di notorietà che ha butta il proprio futuro. Risultati sportivi ed economici vanno di pari passo, c’è necessità di pareggiare i bilanci in virtù della regola del fair play finanziario dobbiamo produrre plusvalenze. Mi chiedono di andare in serie A, ma parlando in generale posso dire che gli obiettivi sono soltanto parole e bisogna creare i presupposti: o fai grandi investimenti perché hai alle spalle una società economicamente forte o lavorare gettando le basi calandosi nella parte. In quel caso servono giovani di prospettiva e potenzialità. Le intuizioni creano risultati e plusvalenze, molti club si salvano così. Anno dopo anno di devi aggiornare calandoti nella posizioni di migliorare: una volta sentivo Baglioni, oggi ascolto Sfera Ebbasta. Mi dvo mettere in discussione contiuamente,aggiornandomi. La vera grande soddisfazione è il risultato sportivo perché ti gratifica, ma la mia storia racconta che un ragazzo che va al Manchester, all’Atletico Madrid, alla Juventus o al Borussia mi vengono in mente le ore di colloquio che abbiamo fatto, alle lacrime che hanno versato, alle emozioni vissute assieme fuori dal campo”.

Parola anche all’avvocato Silvia Morescanti, molto attiva ai tempi di calciopoli e pronta a portare la propria testimonianza: “E’ un piacere parlare con i giovani, l’attenzione dell’Università nei confronti di questa materia è decisamente apprezzabile e non è la prima volta che affronto certi temi. Siete il nostro futuro e questi momenti di confronto aiutano tanto. La possibilità di avere una istituzione calcistica della città a disposizione dell’ateneo è un qualcosa che raramente si vede. In veste di avvocato mi preme ricordare un grande giornalista come Ignazio Scardina, un uomo eccezionale che fu coinvolto nella vicenda calciopoli. Sapevamo fosse innocente, vi assicuro che il nostro ruolo va oltre perchè, a differenza di chi è coinvolto direttamente, c’è consapevolezza della lunghezza del processo e di tanti altri aspetti. Giustizia e processo dovrebbero camminare insieme, ma molto spesso questo non accade. Potrei raccontarvi dei gradi della giustizia sportiva, autonoma e capace di gestirsi da sola a cui tutti i tesserati sono sottoposti nel momento in cui decidono di entrare a far parte di una determinata federazione. Negli anni si è notata la volontà di migliorarsi e calciopoli è stata la prima occasione di capire quale strada imboccare per colmare lacune evidenti. Basti pensare che non esisteva l’istituto del patteggiamento. Il processo sportivo è inquisitorio, ha poteri decisionali che in altri ambiti sono di pertinenza di un giudice”. 

Si chiarisce anche il concetto di frode sportiva: “Si riscontra questo reato quando due o più soggetti si accordano per condizionare l’esito di una partita. E’ reato a consumazione anticipata, già soltanto parlarne rappresenta un illecito. Calciopoli fu a suo modo “originale” perchè i processi penali si chiusero con l’assoluzione, quelli sportivi con le condanne. In uno stato di diritto come si può permettere che, sullo stesso fatto, tre giudici decidano in modo diverso? Come si fa ad avere fiducia? Gli sforzi fatti sono stati minimi, purtroppo. Quello che rappresenta il mondo del calcio può essere rilegato all’ambito degli interessi legittimi  e non ai diritti soggettivi? Voi giovani dovreste porvi tante domande, chi paga un biglietto ha o no il diritto di essere tutelato e di assistere ad uno spettacolo vero e non preconfezionato a tavolino?”. 

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